ASCOLI PICENO – “A distanza di 8 anni, alla cicatrice che segnerà a vita il mio volto si uniscono il rammarico e l’impotenza di dover subire l’umiliazione di un mancato riconoscimento per il dolore provato e per una vita compromessa da un gesto sconsiderato e ancora impunito”. Esprime così la sua indignazione Ambretta Piergiovanni, ferita nel 2005 dopo la partita Ascoli-Sampdoria da un razzo sparato da due giovanissimi e ancora senza risarcimento. Il 16 ottobre sarà davanti al Tribunale per protesta

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