SPINETOLI – Festa d’autunno tra tradizioni, canti popolari e tanti ricordi della memoria: è quanto si è vissuto domenica scorsa a Pagliare del Tronto dove, al cine teatro “Beniamino Gigli”, si sono succeduti momenti di approfondimento, intramezzi musicali ed esibizione di saltarello.

L’iniziativa, promossa dalla Provincia e dal Comune di Spinetoli, è stata aperta dall’intervento del consigliere Carlo Damiani che, dopo aver ringraziato l’Assessore Antonini per la fattiva collaborazione consolidatasi negli anni tra i due Enti, ha posto l’accento sul valore del ciclo di eventi “Colori, Suoni, Emozioni della Tradizione” che “abbina qualità e spessore culturale ad intrattenimento e sana allegria”.

E’stata la volta quindi dell’Assessore alla “Cultura, Identità locali e Pubblica Istruzione” Andrea Maria Antonini che ha evidenziato il forte legame che unisce, da sempre, ogni comunità al proprio territorio nella conservazione e nella trasmissione di saperi millenari come ben testimonia il doppio volume “L’Aratro e la Barca” (Librati editore) curato dal professor Mario Polia e pubblicato dalla Provincia insieme al “Centro Studi Tradizioni Picene”. “Grazie ad uno straordinario lavoro realizzato da collaboratori, realtà associative e numerosi appassionati speriamo di aver contribuito a mantener viva la memoria dei cosiddetti superstiti che, con i loro racconti e con le loro parole, ci hanno accompagnato in un autentico viaggio a ritroso nella storia alla riscoperta di tante e poco conosciute consuetudini picene che vanno dalla montagna alla costa, passando per i centri d’arte, la vallata e le aree collinari”.

“I ricordi della gente, letti non secondo un’accezione romantica o disincantata ma secondo una visione d’assieme e più organica del mondo, sono un bene importante, prezioso, quasi inestimabile – ha sottolineato il professor Mario Polia – di fatto, in uno stornello, in una preghiera, in un proverbio, in una fiaba spesso è possibile rinvenire quei valori sapienziali che parlano di sudore, di lavoro, di sacrificio, di fede, di solidarietà. Non è un caso che le testimonianze raccolte in una piccola frazione dell’entroterra Ascolano o del Lazio o degli Abruzzi possano trovare punti comuni e affinità con quelle di un qualsiasi villaggio sperduto delle Ande, o della foresta Amazzonica o del cuore dell’Africa o dell’Estremo Oriente. Tutto ciò vuol dire umanità. Di fatto, alla base della nostra pubblicazione c’è stato proprio questo intento, ossia quello di rendere fruibili e completamente condivisibili aspetti e contenuti di una memoria che affonda le proprie radici in un patrimonio culturale senza tempo e senza confini territoriali”.

Dopo l’esposizione, ricca come sempre di spunti di riflessione e di indagine, del prof. Polia, la serata è poi proseguita sui ritmi scatenati del saltarello che ha permesso a molti dei presenti di muovere i primi passi di danza sotto la guida di Marco Meo e Sara Piatanesi. A seguire, dopo un gustoso buffet a base di prodotti tipici, si è tenuto quindi lo spettacolo del gruppo “Lu Trainanà” che ha regalato tante emozioni e divertimento chiudendo in bellezza una serata all’insegna della cultura contadina picena.

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