Investire nella scuola rendendola sempre più funzionale e pronta a raccogliere con efficacia le sfide del futuro e del mondo del lavoro è da sempre una priorità assoluta di questa Amministrazione Provinciale. Per questa ragione intendo fare un po’ di chiarezza sulle scelte assunte in tema di riorganizzazione della rete scolastica provinciale a cui invito a guardare con la massima onestà intellettuale abbandonando ogni interesse di parte e sgombrando il campo da inutili timori o polemiche strumentali.

Il nostro obiettivo, torno a ripetere, è quello di potenziare la rete scolastica picena dandogli stabilità negli anni, da qui al prossimo decennio garantendo una prospettiva di lungo periodo per gli istituti che attualmente si trovano in sofferenza o deficit numerico rispetto alla soglia minima necessaria di 600 alunni per l’attribuzione della dirigenza scolastica. Il secondo grande obiettivo perseguito dalla Provincia è quello di assicurare un assetto razionale dei vari Istituti nel pieno rispetto delle loro specificità e vocazioni valorizzandone al massimo nel tempo le potenzialità didattiche e logistiche.

In questa prospettiva, il piano provinciale si propone di incentivare la formazione di poli tra Istituti Tecnici e Professionali dei due ambiti funzionali della Provincia coerentemente con quanto stabilito dalla Dgr 13 del 7/10/2013. Non ultimo obiettivo è inoltre quello di salvaguardare il polo montano a presidio di un comprensorio essenziale di cui vanno tutelati i servizi a cominciare da quelli scolastici.

Queste sono le direttrici principali a cui ci siamo attenuti perché non vogliamo ogni anno tornare a mettere in discussione le cose scongiurando il pericolo di avere scuole senza dirigenza e con carenza di personale amministrativo e, se qualche istituto sul territorio piceno ha perso negli ultimi anni iscritti e quindi la dirigenza, occorre ricercarne le motivazioni all’interno delle strutture scolastiche.

Fatte queste doverose premesse, vorrei chiarire alcune questioni particolari che, artatamente, sono state oggetto di polemica in questi giorni travisando completamente la realtà di quanto il sottoscritto e l’Assessore Antonini, stanno portando avanti nell’interesse generale dell’intero sistema scolastico locale.

Chi ha mai sostenuto che il Liceo Scientifico “Rosetti” di San Benedetto avrebbe perso quest’anno il Liceo Sportivo, anzi lo stiamo sostenendo a gran forza: abbiamo sempre detto infatti che se la Regione Marche ne avesse concesso uno, questo sarebbe stato di San Benedetto. Il fatto che Ascoli l’abbia chiesto non cambia nulla semmai rafforza la vocazione del Piceno che ha spazi di crescita notevoli in questo specifico indirizzo. Ripeto: San Benedetto aveva e continuerà ad avere il suo Liceo Sportivo e auspico che le autorità scolastiche facciano di tutto per farlo partire entro il 2014.

L’Istituto alberghiero Buscemi di San Benedetto è da sempre una vera e propria eccellenza nella formazione professionale degli addetti ai servizi di ristorazione e dell’accoglienza e che ha avuto un ruolo importantissimo nella crescita della sezione ascolana così come da sempre sono stato personalmente un convinto assertore di questa realtà prima come Sindaco di Ascoli e poi in qualità di Presidente della Provincia.

Attualmente partendo da questa situazione occorre guardare avanti, questo è un territorio che se vuole crescere deve fare proposte innovative non può costantemente ripiegarsi su se stesso. A tal proposito abbiamo una grossa opportunità per fare scelte importanti e di eccellenza a garanzia del futuro e che saranno concretizzate con un polo eno-gastronomico di primo piano attraverso la fusione dell’Istituto Agrario “Celso Ulpiani” con la sezione di Ascoli dell’Ipssar “Buscemi”. Al riguardo vorrei sottolineare che le due strutture scolastiche saranno rafforzate da questa scelta in termini di investimenti logistici e didattici con grandi benefici, anche in termini di sinergie operative, tra le due scuole.

L’intento è proprio quello di far crescere sul territorio due grandi poli sulla costa e l’entroterra che si occupino dei servizi della ristorazione e dell’accoglienza e che abbiano a supporto anche un’azienda agraria su cui poter sviluppare progetti di integrazione con le produzioni enogastronomiche di qualità attraverso accordi di rete. A tal proposito, nell’atto deliberativo, ci siamo posti l’intento di favorire la formazione di un polo di produzione, servizi e automazione industriale nel comparto agro-alimentare che veda coinvolti parimenti gli istituti Tecnici e Professionali dei due ambiti della provincia. A questo punto è chiaro che i ragazzi del “Buscemi”, le loro famiglie e i docenti devo stare tranquillissimi perché l’obiettivo che ci siamo prefissi consoliderà sicuramente le scuole di San Benedetto e di Ascoli. Respingiamo quindi l’ipotesi che attraverso questa scelta la sede di Ascoli verrà a trovarsi nella stessa situazione di 5 anni fa e che verrà a mancare il know how necessario per un ulteriore rapido sviluppo.

Nella delibera di Giunta è prevista, inoltre, la fusione tra l’I.T.G.C. “Umberto I” e l’I.P.S.C.T. “A. Ceci” creando in questo modo un polo di riferimento per l’istruzione tecnica e commerciale capace di assicurare essenziali competenze in svariati ambiti e professioni come i servizi amministrativi, i servizi alla vendita l’ambito meccanico, elettrico e di segreteria. Infine verrà attuata la fusione tra il Liceo Artistico Statale “O. Licini” di Ascoli Piceno e l’I.P.S.I.A. “G. Sacconi” di Ascoli Piceno creando così un polo della moda , della creatività , della meccanica di qualità.

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