ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Giampiero Giorgi, esponente ascolano del Partito Democratico e candidato per la segreteria provinciale
Nel più totale silenzio sta passando il congresso Pd provinciale di Ascoli Piceno.
La stragrande maggioranza dei circoli effettueranno il congresso il 3 novembre con modalità di orario
diverse tra circoli in cui si rieleggeranno i segretari, i delegati alla nuova assemblea provinciale e per Ascoli
e San Benedetto anche i relativi coordinamenti comunali.
Detta così la notizia non ci sarebbe nulla di strano.
Invece lo strano c’è poiché ci sono due candidati per la segreteria provinciale, l’uscente Antimo Di
Francesco ed il sottoscritto Giampiero Giorgi ai quali è stata vietato dal gruppo dirigente che in realtà governa il partito, la possibilità di poter organizzare degli incontri a due per esporre agli iscritti nei circoli il loro programma congressuale.
A nulla sono valsi i richiami e gli inviti fatti un po’ a tutti per almeno organizzarne una, magari a Pagliare del Tronto, località mediana per tutti, nella quale Antimo ed io avremmo avuto l’occasione di presentare la nostra idea di partito e il progetto su cui intenderemmo lavorare nel caso di elezione a segretario.
Evidentemente va sempre bene la logica del meno siamo e più comodi stiamo, ossia ce la suoniamo e ce la
cantiamo tra noi.
Gli iscritti, elettori e i cittadini?
È troppo rischioso farli entrare in campo, la nomenklatura rischierebbe di non essere eletta.
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