ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Mauro Pesarini, consigliere comunale del Partito Democratico.

Negli ultimi mesi e settimane mi sono interessato sulla possibile chiusura del reparto di Psichiatria di Ascoli Piceno.

Purtroppo la situazione è precipitata negli ultimi giorni e si è appreso che dalla mezzanotte del 30 novembre sono stati bloccati i nuovi ricoveri.

Ho incontrato per approfondire la situazione i Promotori della Petizione Popolare a sostegno del mantenimento della struttura di Psichiatria. Petizione che ha raccolto l’adesione di oltre 1000 cittadini.

Ascoltando le loro ragioni, come consigliere comunale, in rappresentanza dei cittadini ascolani sento il dovere di chiedere pubblicamente al Direttore dell’AV5 dottor Stroppa e successivamente al sindaco di Ascoli con un’interrogazione, se si ha la consapevolezza delle gravi conseguenze, sullo già carente standard assistenziale, che tale chiusura del reparto dell’ospedale Mazzoni comporterà, e di spiegare in che modo si intende migliorare l’assistenza dovuta all’acuzia Psichiatrica se dalla sera alla mattina è stata soppressa la possibilità di ricovero.

Da indiscrezioni risulterebbe, che a regime di tale chiusura, nell’ospedale dopo le 20 terminerebbe l’assistenza medica specialistica ed in caso di esigenze oltre tale orario, per un Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio) o per una consulenza sarebbe necessario un medico dall’ospedale di San Benedetto del Tronto.

La normativa nazionale prevede un posto letto per acuti ogni 10 mila abitanti. Essendo l’Area Vasta 5 di 214.000 abitanti sarebbero necessari almeno 21 posti letto.

Risulta difficile capire quale servizio si vuole assicurare con un unico reparto di 14 posti letto ( ad oggi solo 6 attivati nella struttura di San Benedetto del Tronto) per tutta l’Area Vasta 5 che dovrà sopportare oltre 500 ricoveri annui e con la conseguente soppressione di 6 posti letto.

Come risulta incomprensibile capire com’è possibile tagliare posti letto se in varie situazioni, per periodi di picco di ricoveri, sia stato necessario trasferire i pazienti in altri reparti di Psichiatria della Regione o in strutture fuori regione con conseguente aggravio di costi sia economici sia sociali.

Tutto questo in barba a tutti gli standard esistenti e alla stessa Balduzzi che tanti citano ma che pochi conoscono ed applicata secondo la convenienza!

Non vorrei pensare, come mi è stato spiegato da fonti interne all’ospedale Mazzoni, che dietro la chiusura del reparto di Psichiatra di Ascoli ci sia l’unico scopo di sostituire gli infermieri a Tempo Determinato, con contratto in scadenza il 15 novembre con il personale Infermieristico del Dipartimento Salute Mentale di Ascoli a discapito di tutti quegli utenti e familiari che per la loro situazione di fragilità e difficoltà non sono in condizioni di manifestare in piazza il proprio dissenso.

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