ASCOLI PICENO – Notizia bomba in casa Ascoli. A poche ore dalle dimissioni del direttore sportivo Angelo Fabiani che avevano aumentato il già presente caos societario, ecco questo pomeriggio arrivare la clamorosa notizia: l’intero Consiglio d’Amministrazione dell’Ascoli Calcio si è dimesso.

Sul sito ufficiale il comunicato a firma dei tre consiglieri: ‘ (…) venendo meno la possibilità di perseguire il progetto societario programmato,  comunica le proprie dimissioni. E’ con grande rammarico e profondo dispiacere che,  dopo appena 36 giorni dall’insediamento del nuovo CdA, si chiude il piano di ristrutturazione  societaria previsto. Impegno, professionalità, senso del dovere e di responsabilità e soprattutto il profondo attaccamento e amore per i  colori bianconeri hanno animato da subito il nuovo staff dirigenziale pur fra innumerevoli difficoltà.

Il Presidente Guido Manocchio e i Consiglieri Domenico Stallone e Alessandro Tentoni ringraziano i dipendenti, lo staff tecnico, lo staff sanitario, i calciatori, tutti i tifosi dell’Ascoli Calcio e gli organi di informazione. Il Presidente e il CdA dimissionario auspicano che l’Ascoli Calcio possa superare il periodo di difficoltà e raggiungere i migliori traguardi sportivi“.

Ed ora cosa succede? Innanzitutto si dovrà provvedere alla nomina di un nuovo cda. Cosa che può spettare per legge sia al collegio sindacale, attraverso la convocazione d’urgenza dell’assemblea dei soci, sia allo statuto sociale, nel caso in cui contenga delle clausole di sostituzione. Inoltre, dato che a cessare è la maggioranza (in questo caso la totalità) dell’organo amministrativo, le dimissioni saranno operative solo dal momento in cui il nuovo consiglio non si sarà costituito. Nel frattempo, gli atti di ordinaria amministrazione verrebbero compiuti dal collegio sindacale.

Ma c’è di più: già perché uno dei soci potrebbe rivolgersi al tribunale per rendere noto il dissesto societario e, dunque, iniziare una procedura concorsuale. Infatti, il venir meno degli amministratori non permetterebbe il raggiungimento dell’oggetto sociale. Per questo un tale dissesto societario potrebbe essere considerato, in questo caso, come l’anticamera del fallimento. Deve esserci, però, a seguito della riforma del 2005, un’istanza di parte: non può essere un’azione promossa d’ufficio dal tribunale.

Quindi, siamo in attesa di capire se la mossa, un pò a sorpresa per la tempistica, di rassegnare le dimissioni del Cda sia dovuta proprio a questo, viste le sopravvenute incapacità di ottenere la liquidità necessaria per mantenere in vita la società.

Intanto la tifoseria intera si è già mobilitata attraverso il tam tam sulla rete e sms: alle 19,30 è prevista un’adunanza in piazza Arringo sotto la sede del Comune per invocare l’estremo aiuto delle istituzioni. Saranno presenti anche gli ultras.

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