ASCOLI PICENO – E’ tra le pochissime note liete di questi primi mesi della stagione 2013/2014. Dire che con lui l’Ascoli è in buone mani non può essere solo una metafora. Stefano Russo, portiere titolare bianconero, è stato l’ultimo estremo difensore ad arrivare sotto le Cento Torri dal mercato, ma dopo pochi allenamenti ha convinto mister Pergolizzi a dargli la casacca numero 1.

Dopo aver apprezzato le abilità tecniche (tra cui il rigore parato a Grosseto che consentì alla squadra di vincere 1-0), è conoscendolo dal vivo che si capisce come sì, il Picchio può dormire sonni tranquilli. Almeno tra i tre legni. “Sabato ci aspetta una gara insidiosa – spiega riferendosi alla capolista Pontedera -, ma ogni partita è diversa dall’altra e anche a Viareggio è stato complicato, sia per me che per tutta la squadra“. Oltre al fatto che arriva la prima della classe, c’è quel ‘piccolo’ tabù da sfatare: al ‘Del Duca’ non si vince da oltre sette mesi. Russo dice: “Non è bello non vincere davanti ai propri tifosi. In questi giorni ce lo siamo detti diverse volte e il mister ci sta caricando molto sotto questo aspetto. Fa più rabbia – continua – ripensando al fatto che fuori casa abbiamo quasi sempre giocato abbastanza bene“.

Peccato che, sia in casa che in trasferta, la squadra subisca episodi sfavorevoli. Come il rigore subito a Pisa al 93′ o quello fallito domenica scorsa a Viareggio: “Io sono del parere che i rigori li sbaglia solo chi li tira. Poteva succedere a chiunque. Ma è vero – ammette – che in generale bisogna essere più cattivi, più maliziosi in ogni azione, così anche qualche episodio girerà a nostro favore“. Anche questo, insomma, potrà fare in modo che  la classifica dell’Ascoli possa migliorare: “Dobbiamo fare più punti possibili da qui a gennaio, guardando gara dopo gara. Bisogna farlo per noi, per i tifosi e per la società“. Una società che sta vivendo tutto e il contrario di tutto nelle ultime settimane. Come l’arrivo del nuovo presidente Costantino Nicoletti:  “Nel ritiro di Livorno ci ha rassicurato e ci ha dato tranquillità. Cercherà di risolvere più problemi possibile. Ma noi – conclude l’ex Brescia – dobbiamo pensare solo al campo“.

A chi gli dice che se fosse stato bianconero qualche mese prima l’Ascoli oggi non sarebbe in Prima Divisione: “Io vi ringrazio – dice imbarazzato -. Fin dal primo giorno so quello che posso dare e sono contento di esserci riuscito finora. Ma ogni giorno penso a migliorarmi e ad arrivare pronto la domenica. Sono costante? Il portiere deve parare il parabile, sbagliare meno possibile e dare sicurezza alla squadra“. Sulla mancanza di un ds: “Il nostro riferimento e guida è mister Giordano“. Mentre saluta così le fresche dimissioni del team manager Pierluigi Petritola, l’ennesima figura transitoria di quest’inizio di stagione: “Per noi era anche un amico, ci ha aiutato ad ambientarci fin dai primi giorni. Ci dispiace che si sia dimesso“.

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