ASCOLI PICENO – Più schietto di così non poteva essere. Pietro Tripoli, 26 anni, parla del momento della squadra, ma, inevitabilmente di quello societario. Oramai lo scudo di isolamento che mister Bruno Giordano ha provato nel limite del possibile ad erigere attorno alla squadra si sta sgretolando. Giorno dopo giorno, notizia dopo notizia. E l’esterno offensivo ex Varese ha parlato a viso aperto, descrivendo quello che lui, e l’intero gruppo bianconero, provano in questo momento.

La situazione è questa, la vedete tutti e credo non serva aggiungere altro. Noi ci mettiamo impegno e passione, ma onestamente non ci sono i presupposti per lavorare bene. Se ci aspettiamo miglioramenti? Lo speriamo, ma capisco chi a gennaio farà le valigie“. Tripoli è visibilmente amareggiato. Lui, insieme a Pestrin, l’uomo con più classe della rosa bianconera, uno dei giocatori guida, almeno sul piano tecnico, oramai in preda allo sconforto. “Non si può essere tranquilli mentalmente – spiega – perché non sai mai cosa può succedere a livello societario e non riesci ad avere la testa solo al campo. Vale anche per gli altri, è ovvio“. Domenica si andrà a Benevento. Lui presenta così la sfida: “Ricchi contro poveri. Ma queste sfide sono quelle che preferisco, perché possiamo esprimerci al meglio. Se saremo compatti riusciremo a fare un’altra grande gara contro una big del torneo“.

Le sue condizioni in questo momento sono le uniche cose che non lo preoccupano: “La caviglia è un pò gonfia, ma credo di potercela fare. Se torno a far gol domenica? In effetti è un pò che non segno, ma non la soffro la cosa. Preferisco fare tanti assist, non sono mai stato un bomber“. Infine, sui suoi giovani compagni di squadra che potrebbero ‘approfittare’ del brutto momento del Picchio: “Questa situazione può essere per loro un’opportunità perché possono trovare più spazio di quello che pensavano, per poi cercare di mettersi in mostra. Io credo che quello che può fare meglio sia Gragnoli“.

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