ASCOLI PICENO – “La situazione è complicata e deve essere valutata più a fondo. Credo che tra due giorni sapremo tutto. Ma non illudiamo il popolo bianconero e i tifosi“. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate a PicenoOggi da Luigi Izzo, imprenditore della ‘Seieffe‘, azienda campana capitanata da suo zio Antonio. Izzo, interessato all’acquisizione dell’Ascoli Calcio, doveva prendere una decisione in queste ore sul suo ingresso da proprietario unico, ma ha rinviato il tutto di qualche giorno. Subito chiari i motivi: “Il quadro economico è completamente diverso da quello che immaginavamo. E sinceramente, oggi prendere questa società con quei debiti significa essere il più grande folle del mondo“.

Un rinvio, dunque. Ma un rinvio che ha il sapore della rinuncia. O chissà, della voglia di trovare un accordo. Ed è questo il nodo della trattativa, come lo è stato, tanto per citarne uno, in quella con Francesco Bellini: “Sia chiaro: io se dovessi investire tutti quei soldi solo per coprire i debiti preferirei investirli nel Manchester United. Se si arriva ad un compromesso e troviamo un prezzo ragionevole bene, si va avanti. Altrimenti no“. La volontà di Izzo, è chiaro, è quella di non accollarsi neanche parte della massa debitoria in capo alla società di Corso Vittorio. Anche perché “se entro, lo farei da solo. Non ho bisogno di soci, non opero così“. Altri due giorni e si saprà tutto. Ma l’assemblea di domenica 15 incalza, e se davvero si vuole operare il tempo stringe. “So dell’appuntamento, ma ognuno ha le proprie scadenze. L’importante è che la gente non si faccia illusioni“. Su un eventuale incontro con la proprietà bianconera, l’imprenditore dice: “Preferisco non dire se e quando venire in Ascoli, anche perché non verrei a prendere in giro nessuno. Meglio agire in silenzio“. E’ pressoché certo, comunque, che si incontreranno domani in una sede da definire.

Il cento per cento del pacchetto azionario a certe condizioni, altrimenti niente. Chiusura di Izzo sull’ex presidente Benigni: “Stimo la famiglia e so che in passato ha costruito anche molte cose buone. Non conosco i motivi del degenerare della situazione. Ma i cicli, si sa, si aprono e si chiudono“. E domenica prossima qualcosa potrebbe chiudersi. O aprirsi.

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