ASCOLI PICENO –  Il destino è segnato: l’Ascoli Calcio 1898 scomparirà dal panorama del calcio italiano. La società guidata dal 1995 dalla famiglia Benigni verrà dichiarata fallita entro pochi giorni dal tribunale piceno, e a niente è valsa l’assemblea straordinaria dei soci convocata questa mattina nella sede di Corso Vittorio Emanuele. Ore calde quelle nella lunga strada del centro storico (vedi photogallery): oltre centocinquanta tifosi, sempre più in aumento, dalle 9 della mattina aspettavano notizie dall’adunanza del primo piano. Fino a quando, con l’uscita del notaio Cappelli ogni dubbio è stato levato: martedì si aprirà la procedura fallimentare. Ma andiamo con ordine.

La mattinata si è aperta con la notizia dello spostamento dell’assemblea, tra l’altro fatta pervenire ai soci solo nella serata di ieri: non più alle 9, né alle 10, bensì alle 10,30. Così, dopo l’arrivo in sordina del notaio Nazzareno Cappelli, socio dell’Ascoli Calcio, ecco giungere in compagnia del ds Auriemma, l’amministratore unico Costantino Nicoletti, dato per dimissionario (è annunciata una sua conferenza stampa al termine di Ascoli-Gubbio). Il suo arrivo ha scatenato la folla: in pochi secondi Nicoletti è stato circondato dalle persone che gli hanno ‘consegnato’ le ultime speranze di non voler più la famiglia Benigni come proprietaria della squadra. Nicoletti, poi, è salito le scale del civico 21 tra gli applausi dei tifosi accompagnati dal coro ‘Nicoletti, mandali in galera‘. Nel frattempo, arrivava anche un’altro dei soci, Monica Mancini Cilla, dall’ingresso sul retro. L’assemblea può iniziare, ma mancano gli ‘attori principali’: Roberto Benigni e sua figlia Silvia. Nessuno li ha visti entrare e i presenti hanno scelto: in caso di mancato arrivo entro l’orario stabilito dalla legge, in questo caso le 11,10, l’assemblea verrà dichiarata nulla e si provvederà ad una successiva convocazione. Così è accaduto: l’orario è stato fissato per le 9 di domani mattina, con la puntualizzazione al verbale che se anche domani si ripeterà il fatto verranno portati i libri sociali in tribunale. Il destino è sempre più segnato: la volontà della famiglia Benigni era di richiedere il concordato preventivo a tribunale e creditori, ma colui che doveva firmarlo, Nicoletti, in veste di amministratore unico, ha risposto con un secco rifiuto. Da lì, la società dovrebbe nominare un nuovo amministratore, ma la procedura esige almeno 8 giorni. Impossibile con un udienza di fallimento distante 48 ore.

Il ‘desiderio‘ della tifoseria, di vedere uscire dalla società gli attuali proprietari si sta materializzando, ad un costo pesante: il primo fallimento in 115 anni di storia. Niente concordato preventivo, niente piano di rientro per i creditori, niente liquidazione, non c’è tempo. Lo ufficializzerà pochi minuti dopo anche Nicoletti sul suo profilo. Luigi Izzo, nel frattempo, è pronto ad entrare ed acquisire la società. Il destino dell’Ascoli Calcio 1898 è segnato.

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