ASCOLI PICENO – “Non so che stanno facendo, non so dove siano. So solo che Palatroni, Benigni e Manocchio stanno parlando. Io sto in sede a lavorare e a sbrigare i miei doveri“. Il giorno dopo la conferenza addio, Costantino Nicoletti, tutt’ora amministratore unico dell’Ascoli Calcio, seppur dimissionario, ha la voce di chi, ora per ora, scopre di come fare il possibile a volte non basta. “Hanno riconvocato un’assemblea per le 15 di questo pomeriggio, ma io ancora ho i pieni poteri“. Infatti, prima di una nuova e valida assemblea dei soci, le sue dimissioni non possono essere accettate.

Nicoletti questa mattina, insieme a Raffaele Auriemma e al suo legale ascolano Fabrizio De Vecchis, è stato in tribunale per avere un colloquio informale col giudice fallimentare Raffaele Agostini, che domani tratterà la causa. Era presente anche l’avvocato della famiglia Benigni Silvio Marozzi: “Chiederanno un rinvio di cinque mesi dell’udienza sulle istanze – dice a sorpresa il manager fiorentino -, non chiedetemi su quali basi normative. Se ho portato i libri sociali? No, sono un uomo ponderato e sto valutando bene il da farsi“. Salvo poi annunciare sul suo profilo twitter l’avvenuto deposito circa un’ora dopo. Ora, quindi, la palla passa al tribunale ascolano. Poi un piccolo sfogo: “Ma tu pensa, non sono mai entrato in tribunale per cause mie a Firenze, se devo farlo ad Ascoli“. Eppure c’è voluto un ‘forestiero‘ per smuovere le torbide e gelide acque in Corso Vittorio Emanuele, cosa che è stata rinfacciata ieri da diversi tifosi al notaio Nazzareno Cappelli: “Hanno sbagliato. Lui è stato sempre presente alle assemblee, ha a cuore la sorte dell’Ascoli come tanti ascolani per bene e come tutti i ragazzi che lavorano in sede“.

Ieri ha concluso la conferenza con la promessa di un ritorno. Oggi la conferma: “E’ vero, se ci sono i presupposti tornerò, ora è burocraticamente impossibile rientrare. Sono venuto per fare pulizia, non posso io per primo non stare alle regole“. Ai tifosi lancia l’ennesimo messaggio: “Basta a contestare, ora non serve più: occorre ripulire, ripartire e ricostruire. Con chi? Con chiunque, ascolano o non, che abbia le idee chiare, che voglia pulizia, trasparenza, e un programma industriale e sportivo. E non occorre che sia uno solo: anzi, meglio che sia un pool di imprenditori, così si controllano a vicenda. Non come adesso… “. Infine, su un possibile colloquio col sindaco Castelli: “Negli ultimi giorni ho preferito non disturbarlo, ma in lui ho trovato tutte le risposte che cercavo. Mi ha dato tutte le disponibilità del caso e non è poco“.

Domani all’udienza che si aprirà alle 10 in camera di consiglio, Nicoletti continuerà il suo lavoro: “Ho fallito, è vero, ma a volte il fallimento è il modo migliore per ripartire. Ho perso una battaglia, non la guerra“. Accento fiorentino, spirito ascolano verrebbe da dire.

 

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