CASTEL DI LAMA – Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale Ersilio Corradetti di Castel di Lama.

Certamente una sorpresa amara quella della Tares per i cittadini lamensi e ancor di più per i commercianti.
Ancora rincari su una bolletta che già era stata appesantita negli anni scorsi.
E’ bene infatti ricordare alcuni fatti: l’aumento sostanziale della tassa sui rifiuti (Tarsu) si è avuto nel 2010 quando furono ritoccate le tariffe aumentando di molto tutte le categorie, dal 37% delle abitazione al 162% delle botteghe artigiane e negozi. Fu quella la prima vera “mazzata” data ai cittadini e nonostante la contrarietà espressa in consiglio da noi dell’opposizione, la giunta comunale, ex assessori compresi, non esitò ad approvare tale salasso. Tale aumento fu comunque percepito senza troppi disagi per un’unica questione: la dilazione in quattro rate. Gli aumenti sono stati ribaditi negli anni successivi, sempre con la benedizione di tutta la maggioranza.
Con la Tares la situazione è precipitata ed a ragione! Innanzitutto è arrivata ai cittadini a pochi giorni di distanza dal pagamento dell’ultima delle 4 rate della Tarsu, poi per gli ulteriori aumenti in bolletta tra l’altro in due sole rate. Escludendo l’aumento dovuto allo Stato in misura di 0.3 € al mq, di certo qualcosa di meglio poteva essere fatto, visto che già il solo confronto con Spinetoli evidenzia una nostra tariffazione più elevata. Per non parlare del D.L. 102/2013 in cui si dava possibilità ai comuni di tornare alle tariffe Tarsu, in questo modo il risparmio per i cittadini sarebbe stato sostanziale.
Il costo del conferimento in discarica è pressocchè invariato, perché tali aumenti? Inoltre: come mai sono scomparse alcune agevolazioni come ad esempio lo sgravio per persone anziane e sole?
Credo che il sindaco debba alcune risposte ai cittadini per fare chiarezza su tante questioni. Auspichiamo un incontro aperto con i cittadini, un confronto civile, viste le tante richieste pervenute.
Non basta un bando, tra l’altro destinato a pochi, circa 200 utenze su oltre 3000, per sottacere gli animi esasperati; i 10.000 euro messi a disposizione sono poca cosa rispetto al risarcimento che il comune incassa da “Relluce”, il famoso “ecoindennizzo”; con la Tares copriamo il 100% del servizio di PicenoAmbiente, quindi che destinazione hanno i soldi dell’ecoindennizzo? Almeno questa volta non potevamo ridistribuirli sotto forma di sconto sulle bollette?
Caro sindaco, ci aspettiamo qualcosa di più!

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