ASCOLI PICENO – “Partiamo con questa nuova avventura. Ringrazio chi mi ha reso la vita impossibile in questi sette mesi”. Inizia così la sua conferenza stampa Davide Aliberti che scende ufficialmente in campo per le prossime amministrative del maggio prossimo.

“Il percorso che porta al cambiamento deve avere un primo passo e oggi, il giorno del solstizio d’inverno,quindi dalle tenebre, possa arrivare la luce” afferma Aliberti. “Noi non sopportiamo la politica del clientelismo, che per anni ha imperato e che ha portato Ascoli e l’Italia in un baratro. La questione morale è prioritaria per noi” prosegue l’ex assessore alla cultura.

“Ho tanti documenti alla mano che provano quello che dico, tutto è documentato. Il sindaco Castelli disse che avevo operato troppo in autonomia, ma quello che ho fatto ha portato Ascoli al terzo posto in Italia nel settore della cultura, come certificato da Il Sole 24 Ore”.

“Nello scorso maggio mi sono state ritirate le deleghe e prima di tutto, quelle al contenzioso, perché due esponenti dell’amministrazione avevano problemi da risolvere, ma poi non abbiamo saputo più niente. Se il sindaco ha taciuto su alcune questioni, doveva dimettersi” afferma l’avvocato Aliberti.

“Ci sono due esponenti di questa giunta che hanno accumulato enormi debiti, mentre un terzo è coinvolto in questioni più gravi” è lo scoop del candidato sindaco. Ci riserveremo quanto prima di dare la parola ai rappresentanti della giunta, se lo vorranno, per rispondere ad Aliberti.

“In questi anni, la vivibilità della città è peggiorata, sono diminuiti gli abitanti, la disoccupazione ha raggiunto cifre enormi, con il 47% dei giovani senza lavoro. Castelli continua a dire che non ha colpe in questo campo, ma se si creano opportunità per alcuni settori, come per la cultura e il turismo, qualche risultato si ottiene sicuramente”.

“L’opportunità fondamentale da cogliere è quella di sfruttare il fondo europeo per il periodo 2014/2020, e Ascoli, come sempre, è sempre ultima a cogliere quest’opportunità. Castelli si occupa, invece a tagliare nastri e a fare feste, per compiacere l’elettorato. Il Ventidio Basso, era arrivato ad avere 46mila presenze, e invece adesso la cooperativa che gestiva le attività all’interno del Massimo, ora è stata esclusa a favore di società non ascolane” prosegue Aliberti.

“La città ha perso importanti finanziamenti per l’immobilismo di questa giunta e ricordo invece quando mio padre era sindaco (qui Aliberti ha un momento di commozione, ndr) le cose erano diverse”.

“Castelli ha paura di non essere rieletto e ora si presenta come un civico, ma non lo è e non lo è stato mai. Rinnega i partiti che lo hanno sostenuto”, continua l’ex assessore.

“Offriamo solidarietà alla P.A.Ge.F.Ha per un bando che è andato a favore de “I Cirenei”, che fa capo all’Unitalsi, una cooperativa che a mio parere non aveva i giusti requisiti per partecipare a questo bando. Si fanno troppi favori agli amici e ai parenti” accusa Aliberti.

Il candidato sindaco presenta poi il decalogo dei suoi impegni in caso di elezione: “Nessuna indennità per il sindaco, 6 assessori, riduzione del 50% degli emolumenti assessorili, più compiti per i consiglieri comunali, dismissione delle auto blu, annientamento di ogni privilegio, abbattimento gratuità biglietti ingresso a rappresentazioni e altro, riduzione drastica di viaggi e diarie degli amministratori, controllo spese apparato burocratico e abbattimento incentivi alla macrostruttura”.

Davide Aliberti risponde poi ad alcune domande. In caso di ballottaggio “ci confronteremo con le persone serie che vogliono il cambiamento e contro i politicanti”. L’ex assessore poi ritiene che “le primarie indeboliscono partiti forti come il Pd.”

Conclude Aliberti,”sono pronte 5 liste con persone che credono fortemente in questo progetto e siamo aperti per collaborare con chiunque voglia il bene della città e che non sia un politicante. Altrimenti andremo soli”

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