“Il “caso” dehors di piazza Arringo: ecco come stanno le cose”. La doverosa chiarificazione del Sindaco Castelli.

La vicenda dei “gazebo” di piazza Arringo merita una doverosa chiarificazione da parte dell’Amministrazione Comunale che, attraverso la Giunta, lo scorso 19 dicembre aveva impartito indirizzi circa la possibilità – in via sperimentale – di istallare dehors proprio nella storica piazza dove si affaccia l’Arengo. Innanzitutto è necessario puntualizzare che l’iniziale decisione della Giunta è stata esclusivamente motivata dalla volontá di sostenere gli esercizi commerciali – e soprattutto le decine di lavoratori che vi sono occupati – nel periodo invernale che tradizionalmente presenta le maggiori criticità nel settore della somministrazione. Anche così si protegge l’occupazione e non solo con proclami e tavoli di concertazione forieri di tanto fumo e di poco arrosto.

I dehors sono presenti in tutte le maggiori città d’arte italiane ed europee. Da Firenze a Parigi, da Roma a Vienna. Al di là di questo, tuttavia, proprio per consentire una verifica accurata della sostenibilità di simili iniziative rispetto al decoro architettonico di Piazza Arringo, la Giunta con il proprio provvedimento ha stabilito:

– Il carattere provvisorio e sperimentale dei dehors (si ritiene che le eventuali autorizzazioni siano limitate ad un periodo non superiore a 90 giorni);

– la prescrizione che gli elementi di arredo debbano essere facilmente smontabili, costituiti da mate­riali leggeri e le chiusure perimetrali tali da garantire il massimo della permeabilità visiva;

– che i dehors garantiscano una corsia di metri 3 tra le occupazioni e le bancarelle del mercato.

Purtroppo tutti gli esercenti interessati hanno iniziato i lavori prima che fossero rilasciati gli appositi titoli autorizzativi, creando grave disagio a tutta la comunità proprio per la concomitanza con la fiera di Natale e la presenza delle casette natalizie. Per questo motivi saranno contravvenzionati con apposito verbale e pagheranno le multe del caso.

Ma non è finita qui. Uno dei gazebo, quello più prossimo all’ingresso ovest della piazza, per dimensioni, collocazione e caratteristiche è certamente difforme dalla tipologia ipotizzata dalla Giunta comunale. Per questo motivo il dirigente competente ha sottoscritto, ai sensi dell’articolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, n.241, apposita comunicazione di diniego rispetto alla richiesta di autorizzazione formulata dall’esercizio commerciale in questione. Quel dehors è, a tutti gli effetti, abusivo e si procederà come per legge.

In ogni caso, e a prescindere dal caso di specie, resta inteso che i dehors che dovessero essere autorizzati perché ritenuti conformi dovranno essere rimossi entro i tre mesi prossimi (marzo 2014).

Io credo molto nella potenzialità turistica di questa Città che, nell’ultimo anno, ha registrato il maggior incremento di presenze di tutte le città del centro Italia. Proprio per questo ho voluto attivare questa sperimentazione, per aiutare il centro storico e per evitarne la desertificazione provocata dal richiamo che i centri commerciali esercitano sul consumatore. Duole constatare che proprio i beneficiari della nuova strategia turistica per la nostra Città abbiamo preferito eccedere i propri limiti e, di fatto, contrastare i buoni propositi che animavano l’amministrazione. Un’occasione (probabilmente) perduta per lo sviluppo possibile della nostra Città. Ma noi continueremo a costruire con amore e passione ciò che è utile e possibile per la nostra Ascoli.

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