FERMO – Di seguito una nota della Fondazione Carifermo.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e la Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A esprimono le più sentite condoglianze, ai familiari, alla chiesa Fermana ed alla comunità di Carassai, per la scomparsa di don Emilio Tassi.

Con lui si perde un sacerdote, un ricercatore, uno studioso che con il suo esempio ha promosso la crescita culturale e civile della collettività.

Abbiamo conosciuto da vicino ed apprezzato la sua profonda cultura il suo equilibrio, la capacità di promuovere attività capaci di generare interesse ed entusiasmo. Ha sempre partecipato alla vita della nostra Istituzione con assiduità portando il contributo della sua umanità: dal 2001 al 2011 è stato componente dell’Organo di Indirizzo della Fondazione e fino ad oggi ha fatto parte della Assemblea dei Soci.

Il presidente Amedeo Grilli ricorda con grata riconoscenza il ruolo che ha avuto nella vita culturale dell’intera Regione, per la gestione dell’archivio arcivescovile, per la pubblicazione dei quaderni dell’archivio arcivescovile che, per diversi decenni è stata la rivista periodica di riferimento culturale continuo costituendo un valido strumento indispensabile per la conoscenza della storia locale. Tra i suoi studi restano fondamentali le opere pubblicate sulla storia degli arcivescovi di Fermo e sullo storico Catalani che costituiscono fonti affidabili ed insostituibili per la conoscenza e lo studio del nostro territorio.

È nei ricordi di tutti l’amore e la passione con cui aveva promosso la pubblicazione del 2008 sulla architettura della chiesa di Santa Maria del Buon Gesù di Carassai, l’entusiasmo del giorno della presentazione a tutti i suoi concittadini, la cura e la valorizzazione dei documenti e delle opere d’arte della sua parrocchia.

Perdiamo un uomo di cultura che tanto ha fatto per coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di avvicinarsi alla sua umanità e profonda passione e conoscenza per il nostro territorio.

Il presidente Alberto Palma, grato per il suo contributo dato alla vita della Fondazione, ricorda il suo esempio di amministratore attento e la cura nella ricerca archivistica e nei suoi studi che ha sempre affrontato e condotto con il massimo rigore scientifico.

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