ROCCAFLUVIONE – Il nuovo plesso scolastico di Capodipiano, tra Roccafluvione e Venarotta, continua ad essere al centro di una contesa tra cittadinanza, riunita in un comitato “No Plesso Scolastico Capodipiano”, e l’amministrazione comunale di Roccafluvione. Di seguito una nota stampa del Comitato.

Venerdì 27 dicembre si è tenuto a Roccafluvione un consiglio straordinario che prevedeva tra i vari punti all’ordine del giorno la risposta del Sindaco all’interrogazione dei consiglieri di opposizione della lista “Uniti per Roccafluvione” che richiedevano all’amministrazione gli studi di fattibilità comparati tra i costi del Plesso Unico di Capodipiano e i costi di messa a norma, riqualificazione e ampliamento del Plesso attuale di Roccafluvione.

Quest’ultima soluzione è quella che porta avanti l’opposizione, ora insieme ad un neo costituito Comitato contro il Plesso di Capodipiano di Venarotta. La risposta del Sindaco non è stata affatto esauriente secondo i consiglieri di “Uniti” ma nello stesso tempo risulta chiaro dai bandi a cui ha partecipato l’Amministrazione in questi anni, che i costi per la riqualificazione e messa a norma del Plesso di Roccafluvione sarebbero di gran lunga inferiori non solo al costo definitivo di 6.000.000 euro previsto dall’opera faraonica del Plesso di Capodipiano ma anche del primo stralcio dello stesso che prevede solo la scuola elementare e media.

La giunta di Roccafluvione che dichiara di non essere riuscita a trovare fondi per la scuola del proprio capoluogo, ha predisposto negli ultimi 5 anni un solo bando Regionale per interventi di messa a norma delle scuole diRoccafluvione e ha deciso di dirottare tutte le energie su un’opera che i cittadini non vogliono. Inoltre proprio in questo Consiglio è emerso che per la messa a norma e riqualificazione del Plesso di Roccafluvione basterebbero 260.000 euro, che non sono comunque briciole in questi tempi di crisi ma che sono una cifra molto più accessibile rispetto a somme ben più consistenti previste dall’opera di Capodipiano.

Soprattutto la cifra di 260.000 euro rappresenta quasi esattamente la quota di autofinanziamento obbligatoria che il Comune di Roccafluvione dovrebbe comunque garantire già solo per il primo stralcio della nuova costruzione. Quindi il Sindaco afferma che quella stessa cifra che è impossibile reperire per migliorare il Plesso di Roccafluvione è invece facilmente reperibile per Capodipiano. Quella stessa cifra è quasi equivalente ai costi derivanti dall’esproprio dei terreni che ospiterebbero il nuovo Plesso che si trova nel territorio comunale di Venarotta e che sono stimati intorno alle 200.000 euro.

Questi sono solo una parte dei soldi pubblici che potrebbero essere risparmiati se il Plesso di Roccafluvione, anche per la sua centralità geografica, diventasse il Polo Scolastico Intercomunale della nostra montagna e il ritiro del Comune di Montegallo dal progetto di Capodipiano va anche in questa direzione.

Il Sindaco di Roccafluvione afferma che il progetto di Capodipiano è stato finanziato nell’ottica della riduzione della spesa pubblica che si otterrebbe anche attraverso l’accorpamento delle scuole. Al Sindaco è stato spiegato che un progetto da 6.000.000 di euro non va assolutamente incontro a questa prospettiva ma nonostante tutto il primo cittadino di Roccafluvione mantiene un grande ottimismo forse contagiato dal suo collega di Venarotta che afferma che i lavori di Capodipiano cominceranno entro gennaio, negando che esistono degli adempimenti burocratici a cui il Comune di Venarotta non ha ottemperato e che non fanno prevedere tempi brevi per la partenza del Plesso Unico a Capodipiano, il cui progetto è di nuovo al vaglio dei tecnici della Provincia.

L’opposizione e il Comitato No Plesso lamentano anche il fatto che i comuni proponenti il progetto non hanno mai eseguito uno studio sui possibili flussi della popolazione scolastica e su come reagirebbero le famiglie rispetto alla prospettiva del Polo di Capodipiano che comunque costringerà tutti gli alunni oggi residenti nei capoluoghi di Venarotta e Roccafluvione ad usufruire del trasporto pubblico, i cui costi a quanto pare saranno a carico delle famiglie stesse.

Se il Comune di Roccafluvione non si è mai preoccupato di ascoltare i suoi cittadini anche con un’assemblea pubblica da tempo richiesta, l’opposizione e Il Comitato No Plesso ritengono che le 800 firme già da loro raccolte siano un’indicazione già chiara che la stragrande maggioranza delle famiglie di Roccafluvione ritiene inaccettabile la chiusura delle scuole nel capoluogo e che il Polo Unico di Capodipiano sia un insensato sperpero di soldi pubblici che avrebbero come risultato probabilmente un’opera incompiuta. Se i cittadini si sono resi conto di questo da tempo, a breve dovrà ammettere l’evidenza anche il Sindaco di Roccafluvione.

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