ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Davide Aliberti, candidato sindaco per Ascoli Piceno.

È doveroso da parte mia replicare alle ultime affermazioni dell’avvocato Castelli a cominciare dalla dichiarazione nella quale si dice soddisfatto di aver portato a termine quasi tutto quello che avrebbe voluto fare. Ebbene direi che si accontenta davvero di poco se solo si elude il lavoro svolto dal settore cultura nei primi quattro anni di legislatura e poi reciso per questioni di lesa maestà. Le ulteriori dichiarazioni dell’avvocato Castelli sono assolutamente gratuite e strumentali e quando vorrà, finalmente, ci confronteremo in modo aperto nelle pubbliche piazze, documenti alla mano e si vedrà chi di noi dice falsità.

Se, poi, l’avvocato Castelli afferma che i miei sostenitori sono soggetti di varia provenienza come pure delusi del Pdl, questo suscita due considerazioni: la prima si fonda sul fatto che sia stato proprio l’avvocato Castelli a deludere i suoi sostenitori che si sono allontanati dalla reggia, incidendo negativamente anche nelle recenti competizioni elettorali; la seconda osservazione, invece, si fonda sul fatto che proprio l’avvocato Castelli, a detta sua, cerchi consensi nell’area civica che non gli appartiene e non sarà mai la sua, sfiduciando, altresì, contemporaneamente, i partiti che l’hanno sostenuto e nei quali sembra non credere più ancor prima di quanto la coalizione politica non creda più in lui.

Perché non me ne sono andato prima? Perché il mio ruolo di civico e non di politicante mi induce a fare le cose per il bene comune nelle quali credo come è accaduto quando ho assolto l’impegno di amministratore rispettando i sentimenti di giustizia e di libertà ascoltando solo la mia coscienza e non la convenienza clientelare. Ammesso e non concesso, poi, che l’avvocato Castelli abbia snobbato in più occasioni la candidatura in Parlamento, mi permetterei, invece, di suggerirgli di accettarla con la contemporanea restituzione della città agli ascolani che la amano.

Noto, infine, che quando dicevo di non essere un politico o meglio un politicante l’avvocato Castelli storceva il naso e si infuriava ed io, pur non condividendo le sue ire, capivo che chi viveva di politica potesse essere contrariato dalle mie convinzioni: ora è lui che vuole depoliticizzare, Strana la vita.

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