ASCOLI PICENO – Anche i gruppi consiliari provinciali di Rifondazione Comunista e Sel criticano duramente l’assessore alla Cultura provinciale Andrea Maria Antonini, fotografato, durante la partita Ascoli-Frosinone, con una sciarpetta al collo recante il simbolo della croce celtica.
“Riteniamo ampiamente giustificato lo sdegno e la riprovazione immediatamente suscitati dalla diffusione delle immagini dell’assessore provinciale alla cultura ed alla pubblica istruzione Andrea Maria Antonini che indossa ed esibisce pubblicamente una sciarpa recante il simbolo della croce celtica. Sebbene siamo certi che l’assessore proverà a giocare goffamente sul significato originario e religioso di tale simbologia, è assolutamente innegabile che esso sia uno dei simboli di tutti i peggiori movimenti neofascisti e neonazisti europei” si legge nella nota stampa.
“Ed è altrettanto innegabile – continua il comunicato – che qualsiasi siano le motivazioni che spingono Antonini a comportarsi in questo modo (fede neofascista o volontà di coltivare l’elettorato più scalmanato della sua parte politica), il suo comportamento sia assolutamente indecoroso ed incompatibile con il ruolo che attualmente ricopre: quello di promuovere l’educazione, l’istruzione e la cultura in una Provincia decorata per attività partigiane. Peraltro la Legge n. 205/1993 (cosiddetta “legge Mancino”) punisce con la reclusione da uno a tre anni e l’interdizione dai pubblici uffici per un periodo di cinque anni coloro che “in pubbliche riunioni ostentino emblemi o simboli propri o usuali dai movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.
“Troviamo altresì che il nostro territorio, già afflitto da pesanti problemi di ogni genere, debba essere almeno risparmiato da ulteriori piaghe, come quella rappresentata dal rigurgito e la riesumazione dall’armamentario ideologico neonazista e neofascista, che purtroppo colpisce altre aree del nostro continente. Quindi da parte nostra, in qualità di componenti eletti nel Consiglio provinciale di Ascoli Piceno, riteniamo istituzionalmente doveroso presentare una mozione di condanna e chiedere al Presidente Celani l’immediata rimozione di Antonini dall’incarico di assessore. Se non altro per rispetto di quegli uomini e quelle donne che anche nella nostra provincia hanno sacrificato la propria vita per liberarci dai fascisti e dai nazisti, il cui martirio è raccontato a chiare lettere sulla stessa facciata del palazzo dove tale personaggio svolge la sua funzione” termina la nota.

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