ASCOLI PICENO – Vantavano amicizie nella malavita napoletana per farsi dare 300 mila euro dal titolare di un’azienda edile dell’Ascolano. Le minacce, che riguardavano danni al cantiere e l’uso di armi mostrate al costruttore, erano fatte anche con telefonate di altre persone che parlavano con accento napoletano. Il collegio del tribunale di Ascoli ha condannato, per questo motivo, due persone per truffa aggravata. Domenico Raiola, di 56 anni, è stato condannato a tre anni di reclusione (recidivo), mentre M. R. C., di 57 anni, è stata condannata a un anno e mezzo con le attenuanti generiche. La pena della donna è stata sospesa. Entrambi dovranno rifondere la parte civile di 225 mila euro.

I due furono arrestati il 24 novembre 2006 in flagranza di reato dai carabinieri che avevano teso loro una trappola, fermandoli mentre si facevano dare i soldi dall’imprenditore.

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