ASCOLI PICENO – I carrozzieri Cna del Piceno a difesa delle loro imprese ma anche e soprattutto per garantire e tutelare sicurezza e portafogli dell’automobilista. “Confrontando con una rapida indagine condotta da noi sul territorio – spiega Luigi Passaretti, responsabile per il settore autoriparazioni della Cna Picena – abbiamo appurato che un automobilista della nostra provincia paga quasi il doppio per assicurare il proprio veicolo, a parità di condizioni generali (come età, sinistri pregressi ed altro), rispetto a un inglese e un buon 30 per cento in più rispetto a un tedesco”.

La Cna di Ascoli lancia dunque il suo appello, sempre per dare voce alle imprese artigiane del settore, ma anche e soprattutto per iniziare una battaglia insieme agli automobilisti che risultano fra i più vessati d’Europa e, allo stesso tempo, con meno garanzie. “La riforma – è sempre l’opinione di Passaretti – invece di correggere queste anomalie che danneggiano il consumatore le peggiorano a solo vantaggio delle compagnie assicurative. La sicurezza e l’economicità hanno bisogno di ben altri interventi, a cominciare dalla battaglia per la legalità riguardo la denuncia di sinistri falsi e dalle azioni strutturali per limitare il numero di incidenti”.

Secondo le ricerche svolte dalla Cna di Ascoli, infatti, la situazione della nostra provincia è tutt’altro che rosea. Nella classifica degli incidenti più costosi, infatti, le Marche e la nostra provincia hanno un poco invidiabile terzo posto, precedute – in negativo – solo dalla Calabria e dalla Puglia. E, ad Ascoli e provincia, il costo medio di un sinistro automobilistico è di poco superiore a 5.000 Euro, a fronte del una media nazionale che si attesta a 4.500. Di questo importo, però, solo il 10 per cento attiene specificatamente alla riparazione, ovvero pezzi di ricambio e manodopera. Il resto sono altre voci: dai risarcimenti alle perizie e alle spese legali. “Appoggiamo la protesta della categoria – aggiunge Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – ma segnaliamo con forza alcune peculiarità. Come Associazione registriamo con preoccupazione i dati del nostro territorio e diciamo che buona parte della loro negatività dipendono anche dall’inadeguatezza delle infrastrutture stradali, quindi strade più pericolose, e dall’età troppo avanzata del parco auto. Un segnale, quest’ultimo, chiarissimo riguardo le difficoltà economiche che affliggono il Piceno. Un’azione corretta e con speranze di fare qualcosa di buono, quindi, a nostro avviso deve seguire una strada a due corsie: una attenta alle esigenze di migliaia di piccole imprese artigiane del settore, un’altra attenta all’automobilista consumatore”.

Intanto ieri giornata clou della protesta dei carrozzieri contro la riforma dell’Rc auto. Appuntamento, per le imprese Cna del settore, a Roma con un corteo davanti al Parlamento. Al centro della protesta la modifica delle disposizioni contenute nel decreto Destinazione Italia, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre. Una riforma, spiegano i carrozzieri, che porta vantaggi solo alle imprese assicurative, non taglia le tariffe finali ma scarica interamente i costi su una categoria già fortemente provata da cinque anni di crisi.

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