ASCOLI PICENO – Il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Luca Sani insieme al Sottosegretario all’Agricoltura Castiglione, ha ricevuto una delegazione marchigiana rappresentativa sia dal punto di vista sociale, con il presidente della cooperativa Coalac Giuliano De Santis e i rappresentanti sindacali della CISL con Giangiacomi e della Uil con Bianchini e Coccia e sia dal punto di vista istituzionale con la presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Malaspina, del Sindaco di Ascoli Castelli e dell’On. Ciccanti.

L’On. Agostini ha rappresentato ai rappresentanti del Parlamento e del Governo la preoccupazione del territorio Piceno e degli allevatori marchigiani, soprattutto quelli che producono latte fresco di alta qualita’, per le decisioni annunciate dal Consiglio di Amministrazione della coop. Cooperlat di chiudere lo stabilimento di Ascoli della Coalac per la votazione del latte fresco di alta qualità. Tale preoccupazione, ribadita con argomentazioni diverse, e’ stata ribadita sia dal Sindaco Castelli che dai sindacati. Su due punti pero’ si sono concentrati gli interventi.

Il primo, la necessita’ di riaffermare la centralita’ della produzione del latte fresco di qualita’ del latte prodotto nelle Marche, che anche se rappresenta una componente minore del latte conferito alla Cooperlat rispetto al latte di lunga conservazione importato da altre regioni e dall’estero, rappresenta comunque il marchio della Qualita’ Marche, che, come ha ribadito l’Assessore Malaspina, e’ volonta’ del Governatore Spacca confermare come veicolo nazionale e internazionale della qualita’ totale del sistema Marche, soprattutto nella filiera agroalimentare, per ribadire il modello della qualità della vita nelle Marche.

Il secondo, e’ stato il rispetto dei vincoli statutari e dei principi che regolano il sistema cooperativistico, tra cui quelli della trasparenza, rappresentativita’ territoriale e democraticita’. In tal senso e’ stato ribadito unanimemente che detti principi sono stati elusi nel rinnovo della “governance” della Cooperlat tanto che le coop. Che conferiscono la totalita’ del latte prodotto stanno fuori, mentre coloro che forniscono solo parzialmente il latte, preferendo piu’ remunerativi mercati esterni, governano l’azienda. L’anomalia e’ stata segnalata anche da un’ispezione ministeriale del Ministero dello Sviluppo economico che esercita il controllo sul sistema cooperativistico nazionale, ma ad oggi non e’ stato posto alcun correttivo.

Il Sottosegretario Castiglione ha preso buona nota delle ragioni esposte e si e’ dichiarato impegnato a favorire una migliore soluzione ai problemi sottolineati. Il Presidente della Commissione, invece, ha promesso che si fara’ parte attiva per far proprie dette ragioni, attraverso un documento di Raccomandazione della Commissione Agricoltura della Camera al Governo, affinché esperisca ogni forma di “moral suasion” verso la Cooperlat volta a ripristinare la vocazione fondativa della importante cooperativa nazionale, caratterizzata dalla produzione del latte di alta qualità e dalla difesa del patrimonio zootecnico marchigiano. Non e’ esclusa anche una audizione della Cooperlat da parte della stessa Commissione Agricoltura. Sicuramente saranno interessate al problema le maggiori organizzazioni della cooperazione nazionale e degli allevatori, a partire dalla Confcooperative e dalla Coldiretti.

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