ANCONA – “La Regione chiede con forza un ripensamento sulla chiusura del sito produttivo (latte fresco) di Ascoli, dal quale deriverebbe una penalizzazione per la realtà produttiva del territorio Ascolano-Fermano e del Nord dell’Abruzzo. Per il sostegno a tutto il sistema latte marchigiano, la Regione può mettere a disposizione ulteriori interventi con le linee di finanziamento del prossimo periodo di programmazione che rafforzer anno e amplieranno quanto è stato già fatto attraverso il Programma di sviluppo rurale (Psr) appena concluso”. Lo afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Maura Malaspina, a commento dei risultati del Tavolo tecnico di ieri con la Cooperlat.

“Concordiamo con la società cooperativa sulla necessità di perseguire strategie di marketing più moderne e competitive, per conservare l’azienda più sana possibile, in un mercato che oggi considera il latte come un prodotto con margini di utile ridottissimi e soggetto a tensioni di prezzo che penalizzano spesso le scelte di qualità – continua l’assessore – L’obiettivo di semplificare la frammentazione dei marchi, lo sviluppo dei prodotti del Made in Italy soprattutto nel settore dei formaggi, assecondare i cambiamenti degli stili di vita con nuovi prodotti, implementare la ricerca per la creazione di specialità a contenuto dietetico, vanno sicuramente nella direzione di mantenere alte le prospettive di crescita del fatturato dell’azienda. Quello che interessa alla Regione Marche, però, oltre le strategie interne di Cooperlat, sono le prospettive per il territorio e il mantenimento dei posti di lavoro, la salvaguardia dei produttori zootecnici, il sistema della cooperazione marchigiana, la valorizzazione delle filiera di qualità”.

Malaspina ricorda, poi, le possibilità che si aprono con il nuovo periodo di programmazione del Psr: “Sicuramente saranno confermati gli interventi sulla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari e di ammodernamento delle aziende agricole, considerando, in questo caso, che per il settore latte bovino ci potrebbero essere ampi margini di intervento rispetto al passato. Grazie anche al termine del regime delle quote latte, che andrà a esaurirsi nel marzo 2015, potranno essere avviate nuove attività di allevamento, con il coinvolgimento di giovani allevatori.

Saranno inoltre possibili interventi sull’assistenza tecnica e finanziaria alle imprese (cosa non prevista fino a ora dal Psr), potenziati tutti gli interventi di filiera, già sperimentati nel passato periodo di programmazione, dove saranno attivate misure per la ricerca, nonché il sostegno alle attività di promozione e informazione riguardanti i prodotti di qualità. Dovranno essere maggiormente coinvolte, specialmente nelle produzione e commercializzazione del latte fresco, tutte le aziende sinora escluse (soprattutto dell’Ascolano), rafforzando il Marchio Q.M., le iniziative legate all’implementazione all’export agroalimentare marchigiano e all’introduzione di elementi di assoluta trasparenza nei confronti dei consumatori sull’origine del latte”.

“In conclusione – ribadisce l’assessore – auspichiamo una revisione delle strategie di Cooperlat e un maggior coinvolgimento delle cooperative ascolane nella governance e nelle scelte strategiche, alla luce anche delle nostre proposte e del sostegno al sistema latte marchigiano che la Regione intende proseguire con maggior forza. Se queste considerazioni verranno valutate nelle strategie di Cooperlat, potremo presto condividere un vero e proprio pacchetto di misure; altrimenti il Tavolo tecnico ripartirà con nuove proposte, che dovranno essere condivise con le organizzazioni agricole, il sistema cooperativistico marchigiano e il partenariato, cosi come previsto dallo schema operativo del nuovo Psr”.

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