ASCOLI PICENO – Prima del passaggio sul Rubicone della lista civica L’Alveare, che ha deciso di svicolare dal Partito Democratico di Ascoli, stavo già per scrivere un editoriale nel quale la posizione dell’attuale sindaco Guido Castelli, in vista delle elezioni del prossimo mese di maggio, appariva favorito nella corsa all’Arengo.

Ora, dopo la mossa tattica de L’Alveare, le cose sono ancora più nette. E nitide.

Guido Castelli gode di una posizione di vantaggio perché è il sindaco in carica: è sempre così, almeno a livello dei Comuni: chi ha il potere amministrativo ha anche il potere di gestirlo nella maniera ritenuta migliore.

Inoltre, nonostante la frattura col Nuovo Centrodestra e Travanti, e nonostante qualche passo falso come quello sui dehors di Piazza Arringo, è ipotizzabile che il tradizionale elettorato di centrodestra ascolano si riconosca integralmente in Castelli.

Di mezzo, c’è l’operazione Ascoli Calcio, e qui si è vista la differenza tra chi ha il potere di proporre e chi invece dovrebbe avere l’ardire di imporsi nella discussione cittadina. Se il 6 febbraio Francesco Bellini rilevasse il titolo della società, a quel punto Castelli incasserebbe il più vasto consenso immaginabile, quello popolare, perché passerebbe l’idea che Castelli sia stato il sindaco capace di traghettare l’Ascoli dall’Inferno ad un auspicato Paradiso. Piaccia o no, le campagne elettorali si fanno soprattutto così.

Se a questo si aggiunge l’aggancio di Castelli con i “poteri forti”, imprenditoriali e finanziari della città, per la realizzazione di Ascoli 21 nell’area ex Carbon, si capisce la trasversalità dell’attuale sindaco.

Al quale l’opposizione avrebbe dovuto contrapporre un piano bene articolato di proposte, un percorso di ascolto piazza per piazza. Tutto questo manca, tranne qualche lodevole ma minoritaria eccezione. Così, se Aliberti sarà il candidato del Nuovo Centrodestra e della civica Ascoli per Ascoli, l’Udc annuncerà il proprio candidato, L’Alveare andrà avanti per conto proprio, il Pd e qualche satellite arriverà a tempo scaduto o quasi alle primarie, e poi resta poca cosa, con il M5S ascolano per ora non pervenuto laddove in altri comuni piceni c’è invece mobilitazione.

Insomma, il 6 febbraio per l’Ascoli Calcio è un giorno speciale ma Francesco Bellini potrebbe fornire un assist d’oro al sindaco Castelli. Quasi un rigore.

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