Pubblichiamo questa nota di Valentina Bellini, consigliere comunale Pd

ASCOLI PICENO – “Se devi dire una bugia dilla grossa”…sembra questo il titolo della campagna elettorale di Castelli e dei suoi sodali assessori.
L’argomento, tra i tanti, stavolta è l’Ascoli Calcio e lo Stadio. Non contento di aver senza merito cavalcato e strumentalizzato un sentimento di speranza autentico di tanti tifosi ascolani, ecco che il Sindaco “rilancia” promettendo anzi garantendo qualcosa senza la minima consistenza reale.

Un amministratore prima di dire cosa farà, e dandolo pure per certo, dovrebbe un minimo verificare se può rispondere alle promesse e se non sarà smentito da azioni precedenti.
Castelli non dice, in questo caso, che l’opera di rifacimento dello Stadio non è affatto tra le sue priorità: tanto che nel programma triennale delle opere pubbliche quel lavoro occupa l’84° posto su 140.
Non solo: le risorse con le quali si dice di voler realizzare quest’opera sono tra le più vaghe; si parla infatti genericamente di “vendita di patrimonio”. Ci piacerebbe sapere quale, con quali tempi e soprattutto a quali acquirenti.

Poi c’è l’assessore Valentino Tega che, non volendo dire che quell’opera non è e non sarà all’ordine del giorno dell’amministrazione, inventa rallentamenti dovuti alle regole brutte e cattive imposte dalla legge e addebita le difficoltà alla lentezza di una gara europea. Peccato che la soglia per cui è obbligatoria una gara europea è di 5 278 000 euro (art.28 comma c del DL 163/2006). Basterebbe una gara ad evidenza pubblica, di quelle che l’amministrazione in genere non ama, preferendo in modo sistematico le procedure in economia (per pochi intimi).

Una buona amministrazione raccoglie le sollecitazioni e le opinioni dei tifosi ma anche dei cittadini non tifosi, e decide insieme a loro cosa è meglio per la città e per lo sport; e magari riflette e si interroga anche sull’opportunità di trovare un nuovo sito per lo Stadio, cercando di mettere insieme idee e opinioni per arrivare ad una scelta tra il valore simbolico, il legame affettivo da una parte e l’opportunità di dotare la città di una struttura sportiva funzionale e multiforme più razionale.
E una volta fatta questa scelta con i cittadini si mette in moto per reperire fondi e individuare le criticità per poi risolverle. E dopo, solo dopo aver passato queste fasi, annuncia la realizzazione.
Una buona Amministrazione fa così.

Le scelte anche difficili, anche rischiose ma che vale la pena di fare non si possono affrontare con gli annunci sul giornale. Si fanno insieme alle persone che ti danno coraggio e sostegno e si affrontano con determinazione e concretezza.
Del resto, le imprese più grandi e difficili, di qualunque tipo, si affrontano sempre così; con il cuore oltre l’ostacolo e i piedi piantati a terra.

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