ASCOLI PICENO – Di seguito la lettera inviata da Micaela Girardi con la quale annuncia il ritiro della sua candidatura dalle primarie del Pd di Ascoli Piceno e il mancato rinnovo della tessera.

Al Segretario PD Nazionale,
Al Segretario di Circolo Ascoli Piceno
Al Segretario Unione Comunale di Ascoli Piceno
Al Segretario Provinciale di Ascoli Piceno

La sincera passione politica che ho cercato di praticare dal 14 ottobre 2007 ha ricevuto dagli organi dirigenti del PD della mia città barriere e ostacoli, camuffati da vili tatticismi politici posti in essere da uomini e donne che lavorano con l’unico obiettivo di individuare un avversario all’interno del partito al quale attribuire le sconfitte elettorali.

Allego a questa lettera la mia tessera del PD e comunico che non rinnoverò l’iscrizione per il 2014.

Mi sforzo di sintetizzare e di descrivere i fatti in modo asciutto.

1994/1999 Unici anni di amministrazione della città con il centro sinistra
Unico momento nel quale la città è stata amministrata dal centro sinistra, in concomitanza con una spaccatura, senza precedenti della destra ascolana.

1999 Il sindaco di sinistra uscente non viene rieletto
Il Centro sinistra si spacca. Il sindaco di centro sinistra uscente non viene rieletto. L’affermazione interna “delle correnti” si dimostra l’obiettivo primario rispetto al risultato politico.

2009 L’amministrazione provinciale, tradizionalmente di sinistra, va al centro destra.
Le divisioni interne della sinistra, al loro apice, regalano l’amministrazione provinciale, tradizionalmente di centro sinistra, al centro destra.

Quello che accade oggi.

25 maggio 2014
In vista delle elezioni amministrative comunali di Ascoli Piceno

• Il centro destra ricandida il sindaco uscente con sondaggi, a dicembre del 2013, del Sole 24 Ore che danno il suo consenso al 53%.

• In vista di questa scadenza, per mesi ho sollecitato, motivata dalle richieste di cittadini elettori di centro sinistra sconcertati dall’assenza di opposizione alla linea politica dell’uscente sindaco e a quella della sua giunta comunale, la preparazione dell’alternativa, di centro sinistra, da presentare all’elettorato.

In più occasioni sono stata “rimproverata” per la fretta eccessiva mentre in altri casi sono state utilizzate tecniche dilatorie senza motivazioni politiche e con tatticismi che hanno continuato a demotivare l’elettorato.

TUTTO CIO’ CHE VIENE QUI RICOSTRUITO
CRONOLOGICAMENTE VEDE SEMPRE
UN GRANDE ASSENTE :
IL PROGRAMMA
Mai ho potuto confrontarmi nel partito sui temi del mio programma;
Mai ho potuto sentire una sola parola concreta dai competitori, che non fossero elenchi per titoli.
Né tanto meno i vertici hanno posto questioni sul PROGRAMMA.

17 gennaio 2014
Approvazione delle primarie “di partito” da svolgersi in data 9 marzo 2014
Dopo ripetute richieste alla segreteria e al direttivo comunale del Partito, viene stabilita la data per effettuare le primarie “di partito”, in data 9 marzo 2014.
La segreteria e il direttivo comunale del Partito, nonostante la propensione di molti, tra cui la sottoscritta, in favore dello svolgimento di primarie di coalizione con le altre forze politiche presenti in città alle quali primarie di coalizione si opponeva strenuamente la candidata Valentina Bellini, dopo ripetuti incontri solo in tavoli ristretti ai quali non ho mai preso parte, il 17 gennaio sottoponevano all’assemblea dell’unione comunale del partito la scelta, che veniva approvata, di effettuare primarie “di partito”, fissando per lo svolgimento la data del 9 marzo 2014

L’assemblea stabiliva le seguenti regole

• Termine di scadenza per la presentazione delle candidature per le primarie di “partito” 1 febbraio 2014
Le candidature dovevano essere sostenute come indicato nel regolamento che veniva approvato, dal 5% di iscritti oltre al versamento della somma di € 1.200.

Controllo degli organi di partito per evitare la frammentazione e la polverizzazione dei voti.
Nel corso della discussione, non raccolta in alcun verbale, da parte di alcuni si sostenne che gli organi dirigenti del partito si sarebbero riservati di verificare se il numero di candidature ricevute avrebbe potuto polverizzare e frammentare eccessivamente i voti, impegnandosi in quel caso ad esercitare un’azione politica per ricondurre le candidature ad un numero “ragionevole”.

Presentazione delle candidature

1° febbraio 2014 Presentazione delle candidature
Le candidature tempestivamente presentate, nel rispetto delle regole stabilite, entro il 1° febbraio 2014 e corredate di tutto quanto prescritto, sono state solo tre.

• La sottoscritta – che non ha mai avuto ruoli in organi direttivi del Partito, pur avendo dal 14 ottobre 2007 svolto attività di militanza e impegno pubblico, provenendo dalla società civile “organizzata” e non avendo prima militato in alcun partito.

• Una consigliera di minoranza del Consiglio Comunale, già Segretaria dell’Unione Comunale.

• Un attivista dei comitati “Adesso Renzi” che lavora in un’altra città ed obiettivamente sconosciuto non solo agli elettori di centro sinistra, ma alla stragrande maggioranza di cittadini ascolani.

11 febbraio 2014
Convocazione dell’Assemblea dell’Unione Comunale e “trasformazione in corsa” delle regole per la partecipazione alle primarie

Convocata l’Assemblea dell’Unione Comunale per l’11 febbraio 2014, in quella sede stabilisce di

• confermare al 9 marzo 2014 la data per lo svolgimento delle primarie

trasformare le primarie, da primarie di “partito”, in primarie di “coalizione”

La coalizione così veniva composta da:
PD con i tre candidati le cui candidature erano già state legittimamente presentate, come da regolamento

SEL con un candidato sindaco indicato soltanto il 5 febbraio 2014,

PSI con un candidato sindaco a tutt’oggi, ignoto, a cui viene concessa la facoltà di indicarlo in una data a piacere.

La stessa Assemblea decide inoltre:

Nuovo termine, al 25 febbraio 2014 affinché tutti e cinque i candidati presentino le firme a sostegno della propria candidatura.

Decide, però modalità diverse per i vari candidati per la raccolta di tali firme:

Ai candidati di SEL e PSI vengono richieste 200 firme di comuni cittadini elettori ascolani.

Ai tre candidati del PD vengono richieste le sottoscrizioni di almeno il 20% degli iscritti al Partito (oppure il 35% dei membri dell’assemblea).

L’anomala trasformazione “in corsa” e a giochi avviati delle Primarie e delle condizioni di partecipazione emerge nel corso dell’assemblea dell’11 febbraio.
Le tre persone che si erano candidate rappresentavano esperienze politiche assai diverse e questo aspetto da alcuni è stato definito un arricchimento per il partito, senza rischi di eccessiva frammentazione.

Favorevoli. In questa occasione, durante la assemblea dell’11 febbraio, alcuni membri dell’Assemblea hanno proposto l’“approvazione” di tutte e tre le candidature, per consentire la partecipazione al voto del 9 marzo dei tre del PD insieme ai candidati di SEL e PSI.

Contrari. Si sono, invece, dichiarati contrari a ciò componenti dell’assemblea che ricoprono decisivi ruoli da dirigenti amministrativi della Sanità pubblica e nelle società partecipate comunali, funzionari pubblici e anche il Segretario del Circolo al quale la sottoscritta appartiene, che hanno sottolineato la “leggerezza” politica di tutte e tre le candidature, che, improvvisamente per essere ritenute rappresentative del partito, avevano bisogno di ricevere una nuova sottoscrizione, di almeno il 20% dei tesserati.

Vane rimanevano le richieste della sottoscritta di tenere conto che:

1) si sarebbero dovute fare le primarie di coalizione fin dall’inizio anche per avere tempi adeguati per la campagna elettorale,

2) si sarebbero dovuti mettere in pari condizioni tutti i candidati, visto che i candidati del PD si erano presentati già dal 1° febbraio, SEL ha dichiarato il suo candidato il 5 febbraio e addirittura al PSI veniva concesso di darsi da fare per trovare il nome fino all’ultimo.

3) L’elettorato chiamato a votare alle primarie di coalizione il 9 marzo non è ristretto agli iscritti ma aperto agli elettori del centro-sinistra e dunque il requisito “differenziato” per la raccolta delle firme tra i vari candidati, stabilito a poche settimane dal voto, non ha motivazione politica in una città di 50.000 abitanti in cui il centro destra ha una radicata prevalenza e il centro sinistra deve aumentare il proprio consenso elettorale;
4) il numero di iscritti al PD nella città di Ascoli Piceno nell’anno 2013 è: 400 iscritti al PD (e 100 iscritti ai GD), numeri desolanti che non abbisognano di commenti ma soltanto del confronto con il numero di iscritti al PD nell’anno 2009: 1082. Quindi, la qualità dell’attività politica dei massimi dirigenti a più livelli ha portato a tale emorragia di iscritti, cosa che non preoccupa chi è interessato solo al controllo di pacchetti di tessere e che dal 1999 ad oggi può solo vantare pesanti sconfitte elettorali ma che non si esime dal dare lezioni di politica.

In seguito alle nuove regole, dalla mattina successiva all’assemblea, con le persone che mi sostengono, abbiamo contattato alcuni iscritti per chiedere loro l’appoggio alla mia candidatura. Le risposte degli iscritti meno organici alla vita interna del partito sono state di immediato sostegno. Purtroppo, il numero prevalente di risposte è stato di chiusura – con motivazioni – addotte anche a miei sostenitori che possono confermare – relative alla necessità di seguire le indicazioni provenienti dal gruppo o area interna al partito a cui il singolo fa riferimento.
Emergeva in particolare, che i due gruppi contrapposti nei quali il partito è spaccato avevano deciso di sostenere soltanto gli altri due candidati alle primarie.

Particolare non irrilevante, tutto ciò avveniva in assenza della possibilità, per la sottoscritta, di consultare i file degli iscritti, che venivano messi a disposizione soltanto in consultazione dentro alla sede del partito, in formato cartaceo. Ciò è confermato da apposita verbalizzazione. Mi risulta inoltre, che soltanto la sottoscritta ha fatto questa richiesta. Dunque, gli altri due candidati avevano già gli elenchi?
Dall’11 febbraio fino al 14 febbraio la segretaria dell’unione comunale non è riuscita a trasmettermi tali file, nonostante le richieste.

Insieme ad altri sostenitori, ho anche proposto ai GD in modo esplicito la richiesta di farsi portatori della sensibilizzazione verso il bilanciamento delle firme dei tesserati in favore di tutti e tre i candidati al solo fine di far partecipare i candidati alle primarie di coalizione. La proposta non ha trovato però adesione se non eloquenti silenzi, salvo una risposta dopo il ritiro ufficiale della mia candidatura.

14 febbraio 2014
Ho comunicato alla Segretaria dell’Unione Comunale il ritiro della mia candidatura dalle primarie.

Le vicende sopra descritte e la loro tempistica mi portano a pensare che dietro questi cambi di regole, si nasconde l’evidente volontà politica di escludere chi in questi anni, con sincera onestà intellettuale, ha dato il proprio contributo professionale e politico a temi importanti per la città e i suoi abitanti.

Meno nascoste invece appaiono le conseguenze date dal sostenere una consigliera comunale di minoranza, minoranza politica inerte tanto da non potersi definire opposizione, oggi forte del cambio di alleanza dall’uno altro dei “massimi esponenti” che di certo non ha saputo accrescere il suo consenso tra gli elettori e i cittadini e dall’altra parte un candidato certamente brava persona che lavora altrove e che nessuno in città conosce per alcuna idea politica pubblicamente esposta, a cui non mancherà il sostegno della opposta “fazione”.

La mia professione si basa sulla tutela giurisdizionale dei diritti, quindi per “mestiere” faccio ricorsi e introduco cause (allego al Segretario Nazionale il mio CV).
Ho però la netta convinzione che la politica si faccia in altro modo e dunque non contesterò le strumentali e assurde regole che gli organismi ascolani del partito si sono voluti dare, organismi dirigenti che sino ad oggi hanno ottenuto e possono vantare solo sconfitte elettorali e calo di iscritti.

Semplicemente colgo il significato politico della vicenda: il partito non vuole una persona che in questi anni si è occupata attivamente e apertamente di temi assai spinosi con la volontà di aprire al confronto pubblico per cercare soluzioni.

In città è noto che due aree contrapposte del partito sono in conflitto da tempo; i risultati sono sotto gli occhi di chi li voglia vedere, se si escludono le due cariche rivestite dai c.d. “massimi esponenti”: irrilevanza del partito in ambito municipale, provinciale e regionale.

Ho sin dall’inizio caldeggiato la soluzione di un candidato unico, ovviamente anche diverso da me, ma i due massimi esponenti locali non sono riusciti a trovare nessun candidato di “peso”.
Resta legittimo chiedersi se ciò dipenda dal fatto che questi ipotetici candidati di peso – consultati – non volessero spendere la propria credibilità in questo contesto.

Ascoli Piceno, 17 febbraio 2014
Micaela Girardi

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