Due giorni fa Fabrizio Barca, per la regia de La Zanzara, si è esibito nel remake della nota pellicola di Stanley Kramer (anno 1967) interpretata da Sydney Poitier, Katharine Hepburn e Spencer Tracy, ovvero Indovina chi viene a cena ? Carlo (De Benedetti). Lo scherzo, ritrasmesso poi dal figlio di un Santoro minore Formigli, sul suo Piazza Pulita, nella puntata di lunedì 17 febbraio, fornisce materiale per qualche riflessione (a latere o, meglio, a laterizio). Andiamo per punti:

1) Barca non s’ è imbarcato. Dopo l’affondamento del Costa Monti il nostro, alla crociera sul Renzi 1°, ha preferito la terra ferma.

2) Ovviamente, per la stragrande maggioranza dei nostri giornali e commentatori politici, la notizia è la non accettazione del ministero dell’Economia da parte di Barca, non i vari retroscena (che poi? Non sono cose che, con un minimo di raziocinio, erano immaginabili?) sul nascente governo Renzi (tra le quali rientrano anche le pressioni, da parte di Carlo De Benedetti, su Barca per l’accettazione della carica ministeriale). Quali? Citiamo: “ … Poi è iniziata la sarabanda del Paròn … Della Repubblica che continua … Una sarabanda in cui non si rende conto che io… Più vedo un imprenditore dietro un operazione politica …”, “Nichi una cosa, priva, priva, priva … Non c’è un’idea, c’è un livello di avventurismo … Non c’è una … Non essendoci un’idea siamo agli slogan “, “Fra 30 giorni quando il paese scopre che non c’è niente, il paese da di testa”, il resto ve lo lascio scoprire.

3) Timore & stupore sui social. Twitter e Facebook invase da messaggi tipo:”ah dietro il PD c’è De Benedetti”, “tessera n.1 del PD” oppure, con linguaggio scafato e vagamente complottista, “Ecco svelato il vero burattinaio del PD/Governo Renzi”. Della serie, di fronte alle verità all’acqua calda,” i bambini fanno ohhhhhhhhhh”

4) Di cosa parliamo quando parliamo di giornalismo? Di scherzi fatti passare per scoop? Un problema etico e di privacy si pone sì o no ?  Dove è il limite fra lo scherzo e il raggiro ? Solo domande, le mie, nella speranza di alimentare il famigerato “dibattito pubblico”, diventato oramai uno scambio di slogan a 140 caratteri.

Va bene che la “supercazzola” sta diventando (sempre più) paradigma interpretativo del costume e della politica italiana, ma da qui a farla passare per il nuovo “New Journalism” (dè noantri), senza proferire parola, ce ne passa.

5) Al di là di come la si può pensare, Barca ha la schiena dritta e “Good Night and Good Luck” ai suonatori.

6) Mario Monicelli narratore chiaroveggente di questo disgraziato paese. Dopo che “Amici miei”, da acida commedia di costume s’ è trasformata in una acuta disamina, a posteriori, del renzismo, scopriamo che anche L’Armata Brancaleone si appresta a subire lo stesso processo. Ovvero da commedia geniale su un derelitto cavaliere di ventura a ritratto lucido del governo in gestazione (quando Barca proferisce, tra le altre, parole come: “avventurismo” , “fra 30 giorni, quando si scopre che non c’è niente”, “sono fuori”, ecc … Il pensiero corre, veloce, a Brancaleone da Norcia). L’unica costante, non soggetta a trasformazione, delle pellicole (e del paese), un ineluttabile senso di morte.

7) Passera, poi Barca. Un piano per la patrimoniale esiste, vive e lotta assieme a noi.

8) Dopo Renzi il diluvio. Se il rottamatore non combina qualcosa (di buono) ci aspettano buio & fuochi fatui.

9) Mai rispondere a Nichi Vendola

10) Sul Titanic è consigliabile tenere i cellulari spenti, così da godersi l’affondamento in totale relax.

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