ASCOLI PICENO – Tornano le polemiche sulle spese di comunicazione sostenute dall’amministrazione Castelli. A sollevarle Rita Forlini, candidata per Sel alle primarie di coalizione del centrosinistra. In una nota, l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà di Ascoli scrive: “Ogni mese i cittadini di Ascoli ricevono, nella propria cassetta postale, «Arengo News», un sedicente mensile di «comunicazione istituzionale» del Comune. Si tratta invece, come tutti ben sanno, di una fanzine di «propaganda politica» che da anni si occupa della campagna elettorale perenne del Sindaco. L’ossessione del primo cittadino per la propria visibilità mediatica, d’altronde, non è una novità. Ma che la sua campagna di auto-esaltazione pubblica la paghino i cittadini di Ascoli già vessati dalla crisi è una pura vergogna”.

“Stando a quanto emerso in consiglio comunale il Comune ha infatti investito 80mila euro in non meglio precisate «attività di informazione e comunicazione istituzionale», così ripartite: 30mila per un telegiornale e 50mila per un periodico comunale.
Cifre che non solo incidono in un bilancio del quale non si ha ancora nessuna certezza ma solo preoccupanti presagi, ma che si configurano come un vero e proprio oltraggio a una città che muore e in cui la destra culturalmente arretrata al potere da quindici anni non è stata neppure minimamente in grado di ideare una nuova vocazione economica che potesse fronteggiare la tempesta occupazionale” continua.

“Questi 80 mila euro di «attività di informazione e comunicazione istituzionale» andavano investiti nello sviluppo del giornalismo presente, nelle giovani firme di giornalisti ascolani, spesso precari o senza reddito, vere eccellenze che stringono i denti di fronte alla crisi della carta stampata pur di restare fedeli al proprio compito, alla propria missione, che non è la missione di fare la campagna elettorale al padroncino di turno ma è la vocazione alla libertà di pensiero, il diritto all’esercizio del dubbio e della riflessione che crea dibattito e migliora la vita della città” fa notare Rita Forlini.

Conclude la nota: “A loro, ai nostri figli precari, il Comune di Ascoli doveva pensare. Ma la classe dirigente che ci comanda da quindici anni e che ha portato Ascoli sull’orlo del tracollo è in grado di pensare solo ai propri interessi, usando persino i soldi dei cittadini ascolani non per il bene della comunità ma per farsi pubblicità”.

 

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