ASCOLI PICENO  –  “La crisi economica non è certo stata d’aiuto per il mondo femminile”. E’ l’amaro giudizio di Paola Petrucci, consigliera per le Pari opportunità della Provincia di Ascoli, presentando la relazione relativa all’anno 2013.

Nel corso del 2013 sono state aperte 22 nuove pratiche. Di queste, 14  provengono da Ascoli, 7 da San Benedetto e l’ultimo da fuori Regione. Tutti i casi trattati si configurano come discriminazioni dirette o indirette verso le donne. Tra le motivazioni, quasi il 40% delle intervistate dichiara difficoltà di accesso ai servizi o per mancanza degli stessi o per l’eccessivo costo. Sette casi sono relativi all’inserimento o al reinserimento nel posto di lavoro nell’anno 2013 che ha visto salire la disoccupazione femminile al 14,6% nelle Marche, superando il dato nazionale. Ci sono casi di mobbing, di discriminazione multipla ed un altro all’accesso ai contributi per una lavoratrice autonoma con disabilità.

“Le nuove generazioni sono anaffettive: il non poter frequentare l’asilo per ragioni economiche non consente di coltivare il rapporto con gli altri. Per non parlare dei cinquantenni che perdono il lavoro non trovandolo più. Questi sono problemi seri da considerare con attenzione”.

” Le donne, ma non solo loro, non si curano più, non avendo più l’esenzione del ticket, trascurando un aspetto fondamentale come la salute.” prosegue la consigliera Petrucci.

“Nella nostra Provincia abbiamo avuto casi eclatanti di violenza contro le donne, come il caso De Angelis, il quale scelse deliberatemente le sue vittime. Sono convinta che le situazioni di discriminazione psicologica sono tante. La crisi acuisce queste storie. Ci troviamo ormai in una società violenta, arrogante, maschilista, dove il potere si esercita in modo autoritario. Le nuove generazioni sono cresciute a pane e veline, con un maschilismo di ritorno dove tutto è lecito, è lecito vendersi e proporsi”.

Paola Petrucci ricorda anche che “abbiamo fatto alcuni interventi spot nelle scuole per aiutare  i bambini a farli ragionare, a fargli conoscere il rispetto verso gli altri”.

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