ASCOLI PICENO – Risposta del Presidente della Provincia Piero Celani a Luigi Contisciani sulla questione di mantenere gli enti strumentali e i Bim. Pubblichiamo una nota redatta da Celani:

“Pur alle prese con Rinascere Comunanza, Luigi Contisciani non manca di contestare chi, secondo lui, muove critiche all’Ente che rappresenta. In particolare, pare non abbia gradito <l’ennesima stilettata di Celani… non ce l’aspettavamo> dice il Presidente del Bim lamentando la mia, secondo lui, perseverante abitudine a portare avanti colpi a tradimento. Sì perché la stilettata, nell’uso comune della lingua italiana, è un colpo a tradimento. Ma quale tradimento, caro Contisciani! La mia era ed è soltanto una valutazione sulla necessità di mantenere ancora o meno i cosiddetti enti strumentali, compresi quindi i Bim.

Non starò certo a ripercorrere le tappe storiche dei Bacini Imbriferi ma dal 1953, anno della loro costituzione, a oggi, converrà che l’Italia è un bel po’ cambiata e attualmente un termine in voga che sintetizza il cambiamento è spending review: quel processo di revisione della spesa pubblica diretto a migliorare l’efficienza e l’efficacia della macchina statale nella gestione della spesa pubblica. In quest’ottica, in considerazione che la revisione della spesa pubblica è destinata a passare anche attraverso la soppressione delle Province, mi chiedevo e mi chiedo perché non valutare la chiusura di enti strumentali che gestiscono impropriamente funzioni tipiche delle istituzioni locali.

La legge del 1953 prevede che i concessionari di grandi derivazioni d’acqua per produzione di forza motrice le cui opere di presa siano situate, in tutto o in parte, nell’ambito del perimetro imbrifero montano, sono soggetti al pagamento di un sovra canone. Mi chiedevo quindi se fosse economicamente vantaggioso mantenere un Consorzio il cui scopo sociale è quello di riscuotere solo un sovra canone. Mi dirà che con quest’affitto il Bim ha finanziato iniziative dei Comuni e degli enti consorziati anche se il fondo a disposizione dovrebbe essere impiegato esclusivamente a favore del progresso economico e sociale delle popolazioni, nonché a opere di sistemazione montana che non siano di competenza dello Stato.

Intanto la Corte dei Conti afferma che i costi della società e degli enti strumentali sono aumentati di oltre un miliardo di euro dal 2012 al 2013. Questi sono i dati sui quali dobbiamo confrontarci e ragionare. Possiamo oggi, alle prese con una perdurante crisi pesantissima, permetterci ancora enti le cui funzioni, a costo zero, possono essere gestite dai Comuni o da istituzioni di Area Vasta? Credo proprio di no. E il ruolo volto al progresso economico e sociale non verrebbe certamente meno.

Come vede quindi le mie stilettate non erano certo volte alla sua azione amministrativa ma più in generale sul ruolo, se ancora attuale, di Consorzi ed enti strumentali e, sinceramente, mantenerli in piedi, con i costi che comunque hanno, non ritengo che sia più proponibile quando contenendo la spesa pubblica potremmo liberare risorse in più da destinare agli investimenti, ed evitare anche che tali risorse siano spese in modo demagogico”.

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