ROMA –  Per la prima volta nella mia vita ho assistito ad uno spettacolo unico e incredibile: la visita di un presidente americano in Italia.

Non succede tutti i giorni di poter vedere da vicino, a pochi passi, l’uomo più potente del mondo, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Mi sono organizzato per tempo, cercando di arrivare nella Capitale il più presto possibile e trovarmi così, per qualche ora, al centro del mondo. C’erano giornalisti da tutto il mondo, inclusi quelli americani che seguono il Presidente in tutti gli spostamenti intorno al globo. L’apparato di sicurezza era, a dir poco, imponente. Agenti del Secret Service (il corpo speciale addetto alla protezione del Presidente) erano già a Roma da alcuni giorni, studiando tutti i percorsi che, l’imponente corteo di vetture , avrebbe effettuato. Percorsi che vengono spesso cambiati all ultimo minuto dal caposcorta statunitense. Suv Chevrolet  neri, blindati, armati di tutto punto hanno scortato Obama nei suoi spostamenti romani. Il Presidente era accompagnato dal segretario di Stato John Kerry.

Il primo corteo di auto l’ho visto in Via della Conciliazione, sulla via dell’incontro con Papa Francesco. Ho personalmente assistito anche al fermo di un manifestante, che protestava per la liberazione di un detenuto che si trova nelle carceri americane da 38 anni.

Tra le trenta vetture nel corteo, c’era anche lo speciale mezzo dotato di Jammer, il dispositivo che annulla il segnale telefonico dei cellulari nel momento del passaggio delle auto: una tecnologia ideata unicamente per evitare gli inneschi telefonici di potenziali ordigni.

Nel corteo erano presenti anche le teste di cuoio della polizia italiana, mentre sui tetti erano presenti diversi cecchini, pronti a intervenire rapidamente.

Gli agenti di polizia hanno provveduto a sgombrare le strade dove sarebbe passato il corteo, impendendo sia la sosta che la fermata delle vetture, che il semplice passaggio pedonale: era anche vietato fermarsi nei luoghi immediatamente vicini ai luoghi dove il Presidente sarebbe stato (Vaticano, Quirinale, Villa Madama e il Colosseo). Il traffico ne ha risentito solo in parte, poichè le strade venivano chiuse soltanto durante il passaggio del corteo.

Una giornata movimentata, ma assolutamente incredibile, un evento al quale ho voluto assistere da vicino e che sicuramente ripeterò, forse a breve scadenza. Pare che Obama possa tornare nella Capitale per il 70 anniversario della liberazione di Roma.

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