ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Ameli, consigliere comunale Partito Democratico.

Premesso che fare “politica” per noi ragazzi è parlare di temi e non di dossier in tribunale da parte di chi ha condiviso quattro anni su cinque della legislatura, ci saremmo aspettati forti prese di posizione e di smentita di quanto detto da un ex assessore della giunta, ma non certo una diffida a pubblicare gli esisti della conferenza stampa indetta dallo stesso.

Eppure questo è ciò che ha fatto il sindaco Guido Castelli. Un’azione, non la prima, che ci porta lontano, ai tempi bui della nostra storia. Il sindaco in sostanza avrebbe diffidato le redazioni e i giornalisti dal pubblicare seppure alla lettera le dichiarazioni del soggetto intervistato che avessero avuto contenuto lesivo della reputazione del Comune.

Un gesto che inficia pesantemente il contenuto dell’articolo 21 della nostra Costituzione che recita: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, parte dell’ancor più importante disposto sulla libertà di manifestazione del pensiero. Atteggiamento, questo, che mostra anche poca fiducia e rispetto nei confronti dei giornalisti locali che noi reputiamo in grado di saper discernere senza necessità di consiglio o pressione alcuna cosa sia pubblicabile e cosa no, nonché verificare la veridicità delle informazioni apprese.

Non ci aspettavamo questa caduta di stile del sindaco Castelli, ma forse una spiegazione c’è. Forse il sindaco Castelli temeva per le accuse mosse. Se davvero sono accuse infondate perché il sindaco si preoccupa tanto? E perché non interviene attraverso le vie legali che ha a disposizione invece di rivolgersi con atti di dubbio gusto alla stampa? Se non ha da preoccuparsi perché tanto nervosismo? O forse è nervosismo generato dal fatto che per mesi ha creduto di avere la vittoria in pugno mentre ora, le cose gli stanno sfuggendo di mano e il risultato non pare più certo? Magari così facendo sfoga quel malessere causato da qualche bega interna ai suoi fedelissimi?

Consigliamo al sindaco Castelli di risolvere i suoi problemi con ex esponenti della sua giunta e non prendersela con i giornalisti che svolgono con accuratezza e non senza difficoltà un delicato mestiere. Non è di certo il sindaco che deve indicare cosa dire e cosa non dire, la stampa è un organo autonomo, libero e capace di scegliere cosa e come pubblicare notizie come sempre fa e sta facendo.

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