ASCOLI PICENO – “Biodiversità e produzioni locali per un nuovo modello alimentare”. Questo il tema della serata organizzata dal Rotary di Ascoli Piceno, presieduto da Franco Semproni.

E’ intervenuto il vice presidente di Slow Food Italia, Silvio Barbero che ricorda come “la gastronomia è una scienza, che ha una sua dignità. Nei media, purtroppo, c’è una sorta di pornografia della cucina, una sua sovraesposizione che la sminuisce fortemente. Il  cibo è un elemento culturale importante. Bisogna riscoprire il nostro rapporto con il cibo.”

“La Fao sostiene che nel mondo si produce cibo per 12 miliardi di abitanti, ma 1 miliardo di abitanti soffre la fame. C’è qualcosa che non va. C’è chi ha troppo cibo e chi niente. C’è troppo spreco di cibo, che ha visto aumentare il suo prezzo in questi momenti di crisi. Ogni giorno si buttano circa 4mila tonnellate di alimenti. Il nostro modello di consumo è chiaramente fallito perchè si è troppo spinto verso la sovraproduzione”, continua Barbero.

“Addirittura si sono estinte razze animali e vegetali, mentre il 90 percento degli acquisti di cibo si fanno nella grande distribuzione, dimenticando i  produttori locali e il loro lavoro. Cosa mangeremo tra cento anni, se da quando è nata l’Italia, si sono persi 10 milioni di ettari di terreno agricolo?”

“E’ importante” prosegue Silvio Barbero, “che  i giovani riscoprano la terra e il lavoro agricolo. E’ importante che le nuove generazioni sappiano apprezzare i veri prodotti nostrani”.

“La qualità alimentare è anche un fatto di sobrietà. Se si creano modelli virtuosi, senza sprechi e leggendo bene le etichette dei prodotti, forse parte di quel modello è recuperabile”.

Interviene anche Ugo Pazzi, presidente di Slow Food Marche, che sottolinea come “la sensibilizzazione inizia nelle scuole, educando i futuri consumatori ad una alimentazione corretta e sostenibile. E’ necessario salvaguardare le nostre produzioni di qualità e bisogna ridare dignità ai lavoratori del settore creando delle reti sociali per far crescere il territorio”.

Durante la serata si sono gustati piatti realizzati con ingredienti esclusivamente locali, come le mele rosa dei Monti Sibillini.

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