ASCOLI PICENO – Settecentocinquanta candidati: il che basterebbe per scacciare tutti i dubbi sulla crisi della partecipazione alla vita democratica. Ma forse siamo all’esatto opposto: troppi candidati equivalgono a troppo olio, troppo aceto, troppo sale. La pietanza diventa così saporita da rendere indistinguibili tutti i sapori. 

Perché allora così tanti candidati? Vi è una degenerazione della democrazia, per la quale non ci si candida perché “si crede” ma ci si candida perché “si conta” e, in qualche modo, perché “si spera”. Si spera che, se occorrerà, l’essere amico sarà valutato positivamente dal vincente. Ma attenzione: anche l’essere “nemico”, o sconfitto, può portare premialità, perché le opposizioni, nei nostri comuni del Piceno, si sfaldano: troppo duro passare cinque anni a studiare carte burocratiche praticamente gratis e senza l’applauso dei cittadini, che nelle fotografie e nei video vedono soltanto sindaci e assessori.

Ma, appunto, vi può essere un premio. Succede così: sei all’opposizione e rompi troppo le scatole? Magari potresti diventare presidente del Consiglio Comunale, potresti avere una delega in rappresentanza, oppure un incarico in un Comune amico. Succede. Si va avanti.

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