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Ivano Marescotti no, Fabrizio Bracconeri sì. Strane le regole della par-condicio, se non davvero incomprensibili. Nei giorni scorsi era stata rumorosa la protesta dell’attore ravennate, a cui la Rai ha tagliato tutte le scene che lo riguardano contenute all’interno di “Una buona stagione”.

Colpa della candidatura alle elezioni europee nella lista Tsipras: “Hanno eliminato anche il nome dai titoli, una cosa veramente inedita ed inaudita”, aveva denunciato Marescotti. “Hanno tagliato le scene a spregio del pubblico senza neanche avvisare. Ed è sparito il padre della protagonista. Questa non è par condicio, è manipolazione di un’opera dell’intelletto. Danneggia gli altri attori, la regia, la scrittura, il montaggio e il pubblico che vede una cosa manipolata e censurata. Una cosa che non si può fare”.

Succede però che domenica pomeriggio Retequattro decida di rispolverare dagli archivi “Amarsi un po’”, pellicola dei fratelli Vanzina del lontano 1984. Nel cast spiccano Claudio Amendola, Riccardo Garrone, Virna Lisi e proprio quel Bracconeri che oggi punta alla promozione a Strasburgo nelle fila di Fratelli d’Italia.

Non un ruolo da protagonista, come Marescotti nella fiction di Raiuno del resto, bensì una partecipazione da comprimario come spesso accadeva negli anni ottanta, considerata la quasi contemporanea performance nel film di Carlo Verdone, “Acqua e sapone”, risalente all’83. Una gaffe? Può darsi. La stessa che sempre secondo Marescotti la Rai commise il giorno di Pasqua: “Hanno replicato un’altra fiction in cui ci sono, stavolta senza tagli”.

Va a questo punto capito quando e come viene applicata la bizzarra normativa sulla par-condicio. Varata nel 2000, la legge nacque per limitare la strabordanza mediatica di Silvio Berlusconi, che da lì ad un anno si sarebbe insediato a Palazzo Chigi. Il risultato, oggi, è un pastrocchio dove tutti borbottano e nessuno si sente realmente tutelato.

@falcions85

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