Pubblichiamo una nota di Valentina Bellini, capolista Pd alle elezioni comunali di Ascoli

 

“Per fare ancora e di più” è il motto dell’intera campagna elettorale del
sindaco Castelli: uno slogan che suona  sfacciato, detto da un’amministrazione
che dopo 15 anni non è riuscita ancora a concludere un’opera strategica come il
polo universitario.“Noi siamo sereni” tuonò l’assessore Silvestri, dopo le
polemiche sollevate a fine 2012 da un’interrogazione del PD per i ritardi nell’
esecuzione, confermando con forza che “In base al cronoprogramma i lavori
dovrebbero finire entro il 2013”.
E nel maggio del 2013, in un consiglio comunale aperto promosso
dall’opposizione per discutere del futuro dell’Università, il sindaco Castelli
rassicurò una folta platea dichiarando che “l’Amministrazione onorerà  gli
impegni presi e che tutte le scadenze saranno rispettate”.

L’ incapacità di onorare gli impegni di Castelli e dei suoi assessori è sotto
gli occhi tutti: ad oggi, dopo tre anni, sono stati realizzati solo il 40% dei
lavori previsti per l’opera, come risulta da atti amministrativi liberamente
consultabili  online sul sito del comune di Ascoli Piceno.
“cosa promessa e non fatta” sarebbe, invece, la sintesi dell’operato di questa
amministrazione che ancora una volta torna a riproporre il miraggio di una
rapida ultimazione per dicembre  2014 a  cui però nessuno più crede. Si
prendono in giro gli ascolani quando si promette di eseguire in pochi mesi il
60% dei lavori rimanenti quando ci sono voluti 3 anni per realizzarne appena il
40% .

Il polo universitario è ancora  lontano dall’essere completato. I fatti danno
ragione al PD che da fine 2012 ha sollevato dubbi e ha fatto domande per
stimolare la realizzazione dell’opera. Si è risposto o con il silenzio o
addirittura con assurde minacce di querele per aver semplicemente chiesto per
conto dei cittadini che ne era del denaro pubblico destinato al bene della
città.
Oggi abbiamo la conferma che le nostre preoccupazioni erano fondate, specie
perchè torna il pericolo di un trasferimento in altra città della Facoltà di
Architettura.

La struttura promessa si sta trasformando in un’incompiuta, con la conseguenza
che la città rischia di perdere l’opportunità di diventare finalmente un vero
polo universitario capace di generare una ripresa economica e culturale. Il
Polo non è un marciapiede qualunque: è una struttura strategica, “il perno
sucui costruire i progetti di uno sviluppo futuro.“, per usare le parole
dell’amministrazione.

Evidentemente è più importante e strategico il futuro politico personale dei
vari assessori e del sindaco: meglio fare annunci o preoccuparsi di aggiungere
dei lampioni inutili per accontentare qualche famiglia amica, che pensare a
ciò
che davvero conta per la città.
E’ avvilente constatare come la politica del centro-destra sia riduca a
“vendere il nulla come grande opera” come nel caso dell’adozione del PRG e a
“trasformare le grandi opere nel nulla” come nel caso del polo universitario.

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