Pubblichiamo il comunicato stampa della RSU- Dipendenti Area Vasta 5

“Non nascondiamo un certo imbarazzo nel leggere gli articoli di stampa che riportano le affermazioni del Vice presidente regionale Dr. Canzian, nonché Assessore con delega al Piceno.

Invitiamo gli organi istituzionali regionali (assessore, presidente, ecc.) a confrontarsi, non tanto con cifre buttate in pasto ai giornalisti, ma nel merito dell’organizzazione dei servizi, con i cittadini in fila ogni giorno davanti agli sportelli di Ascoli e San Benedetto, oppure ad immergersi tra il personale di assistenza (tecnici, infermieri, OSS, ecc.) per capire, finalmente, le reazioni ed i giudizi sulla sanità picena.

Basterebbe evidenziare che dei 506 posti letto ospedalieri (272 ap – 234 sbt) che la Regione ha assegnato all’Area vasta 5, per carenza di personale, ne sono in funzione solo 427 (247 ap – 180 sbt) con una mancanza di 79 P.L. (25 ap – 54 sbt); se stiamo così bene perché non si attivano tutti ??

Che dire della famosa quota pro/capite, alla quale si fa riferimento; nell’Area vasta 5, viene utilizzata in maniera cospicua per sostenere i servizi ai cittadini fuori regione, determinando una mobilità attiva che se ne avvantaggia il bilancio regionale, magari per ripianare i debiti prodotti dalle Aziende ospedaliere.

Inoltre questo territorio ha provveduto a riconvertire gli ospedali minori da anni, e quindi non è pensabile che mentre negli altri territori vengono concessi finanziamenti per riconvertire le strutture in Case della salute, nella nostra area vasta la prospettiva è quella di esternalizzare le RSA, per mancanza di personale.

Altro elemento su cui L’Assessore dovrebbe prestare più attenzione, è la Sanità privata di questo territorio, che con le politiche che si stanno portando avanti si estende e si rafforza, costringendo il cittadino a pagare.Gli investimenti negli ultimi anni in questo territorio sono stati esclusivamente la messa a norma antincendio dei presidi, mentre le tecnologie sanitarie risultano superato e usurate.Le attrezzature, quotidianamente usate dai lavoratori (es. letti, sollevatori, barelle, ecc.), sono scarse e obsolete; quindi se mettiamo insieme questo alla carenza di personale, non ci si deve stupire per il numero elevato di limitazioni o malattie professionali.

Il sindacato ha condiviso il progetto di riorganizzazione del Sistema sanitario regionale, ma non è possibile attivare “sperimentazioni e integrazioni mascherate” con l’intento di chiudere servizi e ridurre il personale.

Nel frattempo i dipendenti della sanità marchigiana hanno maturato 130 mila giornate di ferie, non godute ed hanno lavorato per centinaia di migliaia di ore in più rispetto a quelle contrattualmente previste; e quelli dell’Area Vasta 5 non fanno eccezione.

L’assessore si dovrebbe ricordare che il Direttore Sanitario dell’ospedale di San Benedetto, non più di qualche mesi fa, è andato per giorni a coprire il turno in Centralino perché non c’era il personale addetto.

Oppure i Tecnici di Laboratorio Analisi o del Centro Trasfusionale dell’Area Vasta 5, che da mesi coprono il doppio delle pronte disponibilità notturne e festive, rispetto a quelle previste dai contrati nazionali.

Che dire dell’unico infermiere in turno in Ortopedia ad Ascoli, con 22 malati allettati, e dell’unico OSS in turno di notte al Pronto Soccorso di San Benedetto, che per otto ore sbarella, trascina, pulisce, assiste, centinaia di utenti incavolati per l’attesa ed i ritardi.”

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