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Maledetta Europa League. La strategia collaudata di “The Voice” va a sbattere contro gli imprevisti della finale tra Siviglia e Benfica, che ha decretato il vincitore solo dopo i calci di rigore, preceduti dai canonici trenta minuti di tempi supplementari.

Il ‘delitto perfetto’ del talent di Raidue era stato testato con successo nel corso del primo live, con tanto di bis da portare in scena mercoledì scorso. Occhi puntati ovviamente su Suor Cristina, fenomeno virale divenuto indiscutibile traino per lo show. In quanto tale va coccolato e preservato, incrementando l’attesa per ogni sua performance.

Non è un caso che la salita sul palco avvenga puntualmente a seconda serata inoltrata, quando lo share è di facile impennata. Mai prima delle 23, così come l’intera squadra di J-Ax, fatta esibire in conclusione, a discapito dei concorrenti guidati da Pelù, Noemi e Carrà.
Il dato Auditel può spiegare meglio il fenomeno: l’appuntamento del 14 maggio di “The Voice” ha totalizzato una media del 14,07%, frutto del 13% raccolto nel primo blocco e del 18,84 ottenuto nel secondo, contenente proprio l’esecuzione di “Uno su mille” da parte della sorella siciliana.

Nelle intenzioni di Raidue c’era sicuramente quella di isolare il momento più atteso a partita conclusa, compresa la fase dei festeggiamenti. L’extra-time ha però diluito il match fino alle 23.15, a cui hanno appunto fatto seguito i tiri dal dischetto.

Destino ha voluto che Suor Cristina cantasse in prossimità del primo penalty e, guardacaso, per terza, ovvero penultima fra gli allievi dell’ex Articolo 31. In quel momento, Raidue si attestava al 15%, mentre Italia 1 stazionava al 18, per svettare al 25 nel giro di dieci minuti. Mossa disperata per evitare un pericoloso scontro diretto?

@falcions85

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