ASCOLI PICENO –  Confcommercio Ascoli ha organizzato il classico confronto tra i candidati sindaco, come da consuetudine ogni 5 anni.

Davide Aliberti ha aperto la serata sottolineando che “manca un idea di città che deve crescere. Il politicante non ha interesse per il cittadino ma solo per il suo voto. La città merita di èpiù. Sui parcheggi non sappiamo cosa si vorrà fare. Non è possibile che bisogna pagare anche la domenica. E’ necessario raddoppiare Torricella e migliorare il piano traffico, destagionalizzare gli eventi e rivalutare il piccolo commercio. La Quintana va de-politicizzata, altrimenti diventa solo un contenitore elettorale. Con i fondi europei possiamo fare molto: dobbiamo prendere esempio da Macerata.

Massimo Tamburri: ” ci stanno riducendo alla fame attaccando i beni pubblici e tagliando tutto. Fate attenzione a quello che vi dicono, non credete a tutto quello che vi viene detto. Da dove provengono i fondi della campagna di Castelli? Nessuno lo ha detto. La nostra città rappresenta un patrimonio turistico di altissimo livello che deve essere valorizzato. Il sindaco sembra il Marchese del Grilo, i partiti giocano a spartirsi il potere. L’industrialismo è fallito e si riparta dal basso. Dialogare con l’imprenditore, ma non per essere zerbini e solo così ci si può confrontare”.

Miki Girardi ricorda le ” nostre proposte propositive per la città. Torricella va migliorata e dobbiamo sfruttare di più la nostra scuola di Design, le eccellenze che abbiamo Abbassare la tassazione e aumentare la lotta all’abusivismo e migliorare la cultura d’impresa. E’ ridicolo continuare a ricevere i rifiuti delle altre Province, proprio adesso che è arrivato l’acconto Tarsu. Sul piano traffico, perchè dobbiamo rivolgerci alla Sapienza? Nessuno qui è in grado di decidere su questo?

Guido Castelli dipinge un quadro del commercio “tragico. C’è un saldo negativo tra imprese aperte e chiuse per il 2013. Stiamo cercando di dimagrire la macchina comunale. Faremo alcuni correttivi alla Tari e non alzeremo le tasse ai commercianti. Sulla questione rifiuti, è impossibile dire di no alla sesta vasca di Relluce, chi lo fa è è nemico della città.  Ero favorevole al termovalorizzatore, ma la Regione  ha detto no. Abbiamo anche l’Imu tra le più basse d’talia. Abbiamo aumentato del 25% gli investimenti pubblici, mentre la sfida per l’attrazione delle risorse europee inizierà da ottobre, perchè la programmazione di Europa 2020 non è ancora avviata. Faremo un bando per un socio privato per la gestione dei parcheggi, mentre le municipalizzate saranno privatizzate per la metà.”

Valeriano Camela sottolinea che “la città si è desertificata. Ma Ascoli deve essere fulcro di una programmazione congiunta di sport, gastronomia e cultura. Cambiare la politica del piano sosta e migliorare la qualità dei posti auto. Propongo una rete delle città d’arte  insieme a città come Ferrrara e quelle dell’area adriatica. Il turismo deve sfruttare le nuove tecnologie come il Qr e il Wi-fi deve essere libero e per tutti. Per la sanità, non possiamo rimanere indietro. Montemonaco ha settecento posti letto. Una volta avevamo tante persone di fuori regione che venivano qui a curarsi, adesso questo è finito. Abbiamo delle strutture ricettive insufficienti. E’ necessario migliorare per attirar tanto turismo di tutte le fasce”.

Pasquale Allevi aggiunge che “ci sono molte difficoltà per fare impresa ad Ascoli. La divisione della Provincia ha fatto solo danni. Sulla questione parcheggi, bisogna triplicare Torricella. Per la questione sanitaria, è avvilente vedere come è ridotto il nostro Ospedale, una volta meta di tanti pazienti anche da fuori. Le nostre risorse vanno spese ad Ascoli e gestite da chi lo sa fare. Per la questione Relluce, la sesta vasca è un’emergenza, non possiamo ospitare i rifiuti di Fermo e Macerata. E’ necessario creare nuove iniziative tramite l’Università. Per il turismo, ispirarsi a Norcia che ha sfruttato benissimo il settore enogastronomico. In momenti di crisi, è inevitabile ridimensionare il nostro modo di vivere, ma dobbiamo ripartire dalle nostre eccellenze”.

Giancarlo Luciani Castiglia punta sul “principio di trasparenza, con un portale open data e il bilancio sociale. Importante è evitare ulteriori pasticci come per i dehors. Il turismo non è un slogan. Purtroppo Ascoli non è una città turistica, i flussi sono molto bassi rispetto a piccole realtà come San Gimignano, che raccoglie tre milioni di visite. E’ un settore da affidare a professionisti. L’inglese va insegnato ai vigili urbani e agli operatori. Il City Manager sarà una figura di primo piano, scelta tra gli addetti ai lavori e non improvvisata e non sarà scelto tra i politici trombati. Non era necessario far fare il piano traffico alla Sapienza, da noi non c’è nessuno in grado di farlo? Per l’importante progetto dell’ europrogettazione, saranno utilizzati europrogettisti ad hoc, che conoscono molto bene la materia”.

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