ASCOLI PICENO – «Questa non è una scarpa, questa è una pantofola… Una pantofola d’oro!».  Le parole sono quelle di John Charles, leggendario giocatore della Juventus che conquistò, con i bianconeri, tre scudetti in cinque stagioni collezionando 150 presenze e 93 reti.
Con un’esclamazione tanto spontanea quanto efficace del “gigante buono” Charles venne “certificata” così, nel 1959, la qualità di una scarpa realizzata da Emidio Lazzarini, ad Ascoli Piceno, mettendo in pratica gli insegnamenti del nonno, artigiano dal 1886.

Le radici storiche dell’azienda, il suo presente e le prospettive future sono state al centro di un servizio che Carlotta Mannu, giornalista del TG1, ha realizzato nell’ambito di una serie di approfondimenti alla scoperta di aziende capaci di valorizzare il Made in Italy nel Mondo.

“Insieme a Fabio Scolaro, responsabile della produzione, abbiamo  fatto vedere – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Pantofola d’Oro, Kim Williams – tutto il procedimento che, a partire dalla selezione del materiale, porta alla realizzazione vera e propria di una scarpa”.

L’attenzione per la qualità e il controllo totale della filiera produttiva hanno portato Pantofola d’Oro ad essere ai piedi, negli anni Settanta, di Cruiff, della nazionale olandese e del suo “calcio totale”, poi di Dirceu, Falcao e del camerunense Roger Milla, tutt’ora il giocatore più anziano ad aver mai segnato in un Mondiale.

“C’è un passato che ci rende orgogliosi – conclude Kim Williams – e un futuro pieno di prospettive: oltre alle scarpe storiche, le telecamere del TG1 si sono soffermate, in anteprima, sulla nuova collezione dedicata ai Mondiali 2014″.

Il modello di scarpa “Ascoli”, in pelle serigrafata, è stato infatti utilizzato per il World Cup Pack,  11 modelli running extralight da collezione per celebrare i Mondiali 2014, con i colori delle bandiere dei più importanti Paesi che parteciperanno alla competizione mondiale: Brasile, Italia, Germania, Giappone, Inghilterra, Spagna, Korea, Francia, Olanda, Russia e Stati Uniti.

E chissà che celebrare l’eccellenza delle “tre stelle” della Pantofola d’Oro non contribuisca a far arrivare a cinque quelle dell’Italia del calcio.

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