ASCOLI PICENO – La questione è ancora all’ordine del giorno dell’attualità ascolana. “La vicenda Coalac è l’ennesima dimostrazione della necessità di togliere il latte marchigiano dalle mani della Cooperlat Tre Valli, prima di vedere la fine di una filiera importante per il nostro territorio.”

Ad affermarlo è la Coldiretti dopo la manifestazione organizzata davanti alla centrale ascolana e l’annuncio dell’azienda della volontà di chiudere lo stabilimento. “Visto che né il piano industriale né le cifre sono mai stati mostrati agli allevatori, è lecito attendersi che il trattamento immotivato riservato a Coalac possa presto essere esteso anche ad altre centrali del territorio regionale – spiega Paolo Mazzoni, presidente di Coldiretti Ascoli Fermo -. A questo punto le cooperative che conferiscono alla Tre Valli devono probabilmente interrogarsi sul futuro della filiera e valutare se sia ancora vantaggioso tenere in piedi un sistemaa sempre meno centrato sulla marchigianità del latte”.

I dati sull’andamento alla produzione di latte nella nostra regione nel corso degli ultimi cinque anni danno una diminuzione del 30 per cento, mentre sono aumentate le importazioni di prodotti lattiero caseari dall’estero, che nel 2013 hanno fatto segnare uno storico record, per un valore di oltre 63 milioni di euro in valore, il 33 per cento in più rispetto all’anno precedente. Intanto, sottolinea Coldiretti, si attende che diventi operativo la decisione del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di rendere pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, assunta dopo la grande manifestazione di Coldiretti al Brennero a sostegno della trasparenza nel made in Italy. Finora, infatti, una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle imprese che importano cibo dall’estero e lo rivendono come made in Italy all’insaputa dei consumatori, e ciò nonostante non ci fossero significative ragioni legate alla tutela della riservatezza.

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