ASCOLI PICENO – La Polizia  sventa un giro di false generalità.

Nella mattinata del 19 giugno, la Digos di Ascoli Piceno diretta dal Vice Questore Aggiunto Dr. Paolo Amicarelli  ha dato esecuzione a sette perquisizioni locali disposte dalla locale Procura della Repubblica. Le attività effettuate si inquadrano in una complessa realtà investigativa, coordinata dal Procuratore Capo Dr. Michele Renzo, inerenti reati contro la Pubblica Amministrazione e la Pubblica Fede commessi da Pubblici Ufficiali.

L’indagine, attualmente ancora in corso, prende spunto dalla coordinata cooperazione tra le rappresentanze diplomatiche italiane all’estero e la Questura di Ascoli in materia di verifiche sul rilascio della cittadinanza a cittadini stranieri. In particolare l’attenzione degli investigatori della Digos si è soffermata sulle procedure di riconoscimento di quella particolare forma di cittadinanza acquisita “iure sanguinis”   da stranieri discendenti di cittadini italiani, fattispecie oggi frequentemente ricorrente in ragione dei massicci flussi emigratori che interessarono l’Italia soprattutto nei primi decenni del secolo scorso. Il monitoraggio di tali dinamiche ha fatto emergere come numerosi Comuni della provincia di Ascoli, cui la normativa attribuisce la competenza in materia, fossero interessati in maniera significativa dal fenomeno con particolare riguardo alla realtà di Spinetoli.

Le verifiche e le indagini hanno infatti consentito agli investigatori della Digos di accertare che presso tale Municipio sono state effettivamente riconosciute numerose cittadinanze italiane in favore di giovani calciatori sudamericani, soprattutto di nazionalità uruguayana, con modalità e tempistiche tali da ingenerare dubbi circa la legittimità delle relative procedure amministrative, che nel caso di specie, prevedono anche il rilascio della residenza anagrafica. In tale contesto sono emerse le figure di F.G. e M.I. responsabile ed impiegata dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Spinetoli , di L.E. ex impiegato del Comune di San Benedetto del Tronto e di D’I.V. procuratore sportivo operante prevalentemente in Abruzzo e nelle Marche, tutti indagati in stato di libertà per i reati ex artt. 319 “Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio” e 479 “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” del Codice Penale.

Le abitazioni dei soggetti, ubicate in Spinetoli, San Benedetto del Tronto e Giulianova, sono state oggetto di perquisizione così come l’Ufficio anagrafe del Comune di Spinetoli con particolare riferimento alla delegazione di Pagliare del Tronto. Analogamente si è proceduto nei confronti di una struttura alloggiativa del medesimo comprensorio ubicata sulla Via Salaria. Le perquisizioni hanno consentito agli uomini della Digos di acquisire notevole mole di materiale e documentazione ritenuto estremamente importante per il prosieguo delle indagini. Con il contributo essenziale del Compartimento della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Ancona, si è inoltre proceduto al sequestro di apparecchiature informatiche ed all’acquisizione del contenuto del server utilizzato dal servizio anagrafe del Comune. Tutto il materiale sarà ora oggetto di approfonditi accertamenti e riscontri per supportare le indagini che proseguono incessanti.

Nella esecuzione delle attività compiute ieri, caratterizzate da complessa articolazione, la Digos è stata collaborata anche da personale della Divisione anticrimine, della Squadra Volante, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica; per le attività svolte fuori regione dalla Digos e dalla Polizia Scientifica della Questura di Teramo.

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