ASCOLI PICENO –  Il Pd torna sull’argomento del Polo Universitario , attualmente ancora in fase di lavori.

Valentina Bellini interviene sostenendo che “nell’ Ottobre 2012 abbiamo presentato un’  interrogazione  che verteva sulla fase della progettazione, a nostra lettura lacunosa, sciatta e costosa . Erano gia passati 3 anni tondi tondi dall’inizio del procedimento e i lavori erano al 15% il sindaco abilmente rimase defilato: forse per colpa nostra,  non capi’ che la nostra sollecitazione era politica altro che amministrativa! Chiedevamo a gran voce che l’Amministrazione monitorasse con cura tutto il percorso, vist la valenza dell’opera”.

L’ex candidata alle primarie continua con la sua analisi sulla struttura in costruzione nel quartiere della Piazzarola.

“Siamo tornati sul tema con articoli con maggiore o minore rilevanza mediatica sollecitando ad ogni piè sospinto il Sindaco e l’Amministrazione a fare presto e a fare bene. Ravvedevamo anche altri punti di criticità: il collaudatore statico chiamato molto tempo dopo dell’affidamento dei lavori; le schede progettuali lacunose persino nelle firme poste a calce; la gara fatta e assegnata PRIMA delle osservazioni della sovrintendenza.

Poi l’annuncio in campagna elettorale: nell’a.a. 2014/2015 l’Università va al Polo. Quale migliore notizia? Avevamo taciuto sui nostri dubbi sulla possibilità concreta di realizzazione perchè eravamo soddisfatti. Oggi la doccia gelata: Il Sindaco esce sulla stampa “tomo tomo cacchio cacchio”, come si direbbe in napoletano, dicendo genericamente che ci sono “problemi tecnici con l’ATI”: e lui li viene a sapere solo ora? Su un’opera così importante? E l’Assessore dov’era mentre intercorrevano questi problemi? ” accusa Valentina Bellini.

“Quello che è offensivo per l’intelligenza degli ascolani è la dichiarazione secondo cui: ” l’opera nasce sotto una cattiva stella?”. Non si può invocare la sorte su un’opera così importante!! se il progetto si fosse realizzato sarebbe stato per fortuna o per merito dell’Amministrazione? Troppo comodo!” prosegue la Bellini.

“Chiediamo la visita al cantiere. Faremo delle foto dalle quali si possa capire lo stato del cantiere, il suo eventuale stato di abbandono. Chiediamo tutti gli atti relativi (carteggio con l’ATI, relazioni del DL, tutta la contabilità) anche per capire quanto sia stato l’impegno degli Amministratori/ quali i rapporti intercorsi tra Amm e ATI rispetto al Cronoprogramma.
Valuteremo la necessità di una Commissione Consiliare d’Inchiesta e di certo coinvolgeremo la Commissione di Controllo e Garanzia e valuteremo eventualmente una segnalazione alle autorità di vigilanza sui contratti pubblici e alla Corte dei Conti”, prosegue il consigliere comunale Pd.

“Il rischio, sempre più probabile, di 5.000.000 di preziosissimi euro dilapidati nel nulla. Una cattedrale nel deserto degna della peggiore amministrazione degli spreconi anni 80; abbiamo più volte segnalato le incongruenze della fase progettuale: sono stati spesi circa 750.000 euro in incarichi, consulenze, ricerche e si parla di cattiva stella?

L’inquietante compromissione sempre più forte della già precaria realtà universitaria (ricordo che nel PRG non viene spesa una parola su questa possibile realtà: lo si dica una volta per tutte che non si crede a questa possibilità!) Chiederemo un incontro con il CUP nella persona di Achille Buonfigli per sapere  quanti soldi dovrà spendere per garantire l’anno accademico”.

“E soprattutto: non è per caso che l’ATI è ferma perchè sono in alto mare i pagamenti delle fatture già emesse? Quanto del 1.250.000 euro di lavori eseguiti è stato già liquidato? Da quanti mesi sono fermi i lavori? Anche questo è un gravissimo danno per la città: maestranze non pagate, specie se sono di aziende del circondario, significa più gente che non percepisce stipendio, che non può uscire, fare vacanze o acquisti, che non può fare progetti, magari per l’avvenire dei propri figli.

Conclude la Bellini: “Poteva essere, quella del Polo, un’opera bellissima: su un vecchio ospedale nasce un’Università, in un luogo di per sè affascinante e particolare che poteva diventare una cittadella di cultura e di conoscenza; Ascoli non merita questo scempio, così come non merita l’ascensore sul Ponte di Porta Tufilla, la sede architettonicamente grottesca del Sestiere a Borgo Solestà, il parcheggio dietro al Tribunale, il Campo Squarcia così abbandonato a se stesso, l’incuria e ‘abbandono dilagante nel Centro Storico. Nessuna città merita la bruttezza, figuriamoci una città straordinariamente bella come la nostra!”

 

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