“Come tanti altri concittadini amo la mia città ed ogni giorno provo a contribuire nel mio piccolo per il suo miglioramento, convinto del bene comune che un amministratore debba perseguire.

Come lei, rimango ogni giorno incantato dalla bellezza della nostra città, dalle sue mura, dai suoi colori, dalla sua gente e dalle sue piazze.

Da qualche tempo però, noto che la tutela costante che meriterebbe Piazza del Popolo sia divenuta piuttosto “disattenzione”. Quella che per me e per molti altri rappresenta la piazza più bella d’Italia, osannata in piú occasioni su manifesti e video promozionali anche all’estero, troppo spesso viene svilita o lasciata incustodita proprio da chi dovrebbe preoccuparsi di curarla e valorizzarla. E non parlo solo dei cittadini, ma in primis degli amministratori.

Baden-Powell diceva che dobbiamo tentare di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’abbiamo trovato. Non ho l’ambizione di cambiare il mondo, ma da buon cittadino -ancor prima che da buon amministratore- ho l’ambizione di contribuire a migliorare almeno la nostra città.

E allora mi chiedo se Piazza del Popolo debba necessariamente essere utilizzata per tutte le tipologie di spettacoli esistenti e se la città non possa essere vissuta anche in altri luoghi. Da sempre le nostre tradizioni “popolari” mi appassionano, ammiro le professionalità impiegate e quando posso vi assisto volentieri, ma Le chiedo se è giusto trasformare la nostra elegante piazza in una balera, confinata da transenne disordinate con su scritto “lavori in corso”.

Ripeto, nulla da eccepire in merito alla tradizione del liscio e massimo rispetto alle professionalità coinvolte, ma in tutto ciò quali sono le trame di una ricerca della bellezza che coinvolga l’intera città e la piazza stessa? Può una città trovare espressione solo nella propria piazza principale? Io penso di no, penso anzi che alcuni spazi (in particolare del centro storico) debbano finalmente tornare a vivere.

Penso a Piazza Ventidio Basso, al chiostro di San Francesco, a Largo Crivelli, che può diventare un nuovo spazio urbano, penso a Piazza Sant’Agostino, a Piazza Viola liberata dai parcheggi e penso anche ai tanti esercenti che trarrebbero giovamento da iniziative tenute in luoghi diversi da Piazza del Popolo.

Lei immaginerebbe la sua Piazza Del Campo a Siena destinata a ballate o western?

Caro Sindaco, penso che la nostra piazza principale debba essere utilizzata per iniziative veramente significative, onde evitare di svilirne la funzione anche simbolica di luogo “esclusivo” e ricercato.

Perché, piuttosto, non ci impegniamo nella promozione di un prodotto culturale duraturo ed importante, in grado di fare da cassa di risonanza anche per il “mercato turistico”? In tal senso, abbiamo esempi lungimiranti in Comuni d’Italia vicini al nostro, come Senigallia con il Summer Jamboree, Spoleto, Vasto, Lucca, Perugia, San Benedetto; per non parlare di piccoli Comuni con un decimo dei nostri abitanti che riescono a creare proposte davvero interessanti.

La politica ha il dovere di decidere, e non può scaricare il rischio elettorale su cittadini e turisti facendo “di tutto un po’”.

Abbiamo un intero centro storico da far tornare a vivere, nelle sue infinite rue. Il brand della città non lo si crea solo con la promozione (sulla quale ci sarebbe molto da dire) ma anche con il modo di vivere la città stessa.

Come possiamo pensare di regalare un’esperienza unica al cittadino o al turista, se non siamo capaci neanche di avere un arredamento e quindi un’occupazione del suolo pubblico omogenea, nella piazza e non solo?Non è forse il caso di mettere fine a quella che sembra un’ “anarchia” urbana?

A tal proposito, Le rivolgo l’ennesimo invito a realizzare un dépliant degli eventi estivi che risulti utile ed intuitivo, e che possa attrarre il turista alla sua consultazione.

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