Pubblichiamo una nota stampa del gruppo Movimento 5 Stelle Asc

“La nostra analisi del bilancio preventivo dell’attuale amministrazione è decisamente critica:
– non solo per incongruenze tecniche, numeri che “non riportano”, cifre lasciate sotto voci generiche e praticamente impossibili da verificare;
– non solo perché non ci riconosciamo in molti principi e prassi di quanto programmato da questa Amministrazione, in un bilancio in cui la spesa pubblica è fondamentalmente concentrata sulla cementificazione, bruciando territorio e risorse, penalizzando piccole aziende e artigiani locali in favore dei grandi supermercati, e sostanzialmente ignorando la crisi economica e la grave situazione della disoccupazione soprattutto giovanile;
– non solo per la carenza di stimoli per le piccole imprese, per l’agricoltura e l’allevamento, per la cultura, la ricerca e l’innovazione;
– la nostra critica è soprattutto sulla generale carenza di pianificazione.

Non ci sembra nemmeno accennata una possibile gestione del territorio all’insegna del principio del “no consumo di suolo” (cementificazione zero, recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione del territorio partecipata, bioedilizia, ecc.).

Poco e niente sull’intento di ridurre l’Impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure ed interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.).

Ci troviamo dopo 5 anni di amministrazione Castelli a parlare di percentuale di raccolta differenziata al di sotto del 50%, praticamente scopriamo di essere dove eravamo partiti. Oltre all’oramai famosa raccolta differenziata “porta a porta”, non siamo riusciti a trovare progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti in una politica che aspiri al traguardo “rifiuti zero”, con una filiera del riciclaggio che potrebbe portare, oltre al benessere dei Cittadini, posti di lavori e profitti. Troppi affari privati intorno alle discariche, e il bene della collettività va a farsi benedire.

Assolutamente non pervenuta l’incentivazione di nuovi stili di vita, attraverso politiche che stimolino nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo ed ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace, cooperazione e diffusione commercio equo e solidale, banche del tempo, autoproduzione, finanza etica, ecc.).

Non sufficiente sempre a nostro avviso, quanto proposto per ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti concreti di mobilità sostenibile (car sharing, car pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al petrolio e meno inquinanti, ecc.).

Per quanto riguarda il turismo, chimera da sempre sbandierata ma mai perseguita seriamente, la definizione dell’identità della città e del territorio è solo abbozzata nel DUP, e manca una riflessione sul target turistico che una città e un territorio come i nostri sarebbero vocati a raggiungere. Manca inoltre un confronto con altre realtà territoriali, sia per individuare strategie efficaci, sia per evitare i disastri sociali creati dall’apparente successo ottenuto rincorrendo un turismo di massa indifferenziato, che oggi, nel desolante panorama attuale, può sembrare un miraggio, ma che si trasformerebbe in un incubo. Manca, insomma, una strategia coerente con le risorse architettoniche, storiche e paesaggistiche a nostra disposizione. Manca una strategia che:
– a livello di target, individui le tipologie di turisti più adatte alle nostre risorse, più interessate a restare per periodi più lunghi superando la logica del “mordi e fuggi”, e quindi potenzialmente più redditizie;
– a livello di prodotto, organizzi eventi coerenti con la vocazione territoriale, di spessore culturale realmente alto, e distribuiti durante l’anno;
– a livello di promozione, una strategia che non spari nel mucchio ma vada invece a cercare il target più interessante, e che sia capace, mirando con cognizione anche ai mercati internazionali, di distribuire le presenze durante tutto l’anno e non solo nella stagione estiva.

E potremmo continuare su tutti i settori… Del resto, cosa possiamo aspettarci da un’amministrazione che a corso Mazzini, a lavori quasi conclusi, non ha ancora deciso se una volta riaperta la strada sarà pedonale oppure no? Come si possono fare lavori, scegliere i materiali del manto stradale, senza aver deciso prima la destinazione d’uso della strada? Come si può accettare la presenza di Saba, con un contratto capestro che ci costringe a pagare per ogni evento che utilizzi suolo pubblico in cui ci sono strisce blu? Solo nella zona dei lavori di corso Mazzini pare che ogni mese il comune – cioè noi – dobbiamo pagare alla Saba 8-9.000 euro per mancati introiti!

E questo è solo un piccolo esempio, che però è amaramente indicativo di un’amministrazione che naviga a vista, probabilmente guidata dalla logica clientelare e dal voto di scambio, cancro della classe politica di destra e di sinistra a cui ci opponiamo, che costringe a restituire favori giorno per giorno, impedendo la pianificazione che sarebbe necessaria per provare ad uscire dalla situazione drammatica in cui ci troviamo.”

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