ASCOLI PICENO –  Un problema che sta diventando molto preoccupante. In cinque mesi, infatti, un’azienda di Venarotta  ha visto uccidere dai lupi 112 pecore.

A denunciarlo è la Coldiretti Ascoli Fermo dopo l’ennesimo attacco all’impresa di Guido Stangoni, allevatore di capi pregiati di razza sopravvissana. La scorsa notte i lupi sono penetrati in uno dei recinti dell’azienda e hanno ucciso due pecore gravide e fatto sparire altre tre. “Siamo davvero disperati per una situazione ormai insostenibile: tra animali sgozzati sul posto e dispersi, dallo scorso 28 aprile abbiamo perso oltre cento capi  – spiega Stangoni -. Sto addirittura cercando di vegliare vicino ai recinti all’interno del mio fuoristrada ma avendone uno a Venarotta e l’altro sul monte Vettore non riesco da solo a sorvegliarli. Così i lupi, che ormai non sembrano avere più paura di nulla, attaccano quelli non presidiati riuscendo a penetrare all’interno delle recinzioni”.

“La faccenda è ormai diventata un vero e proprio problema di ordine pubblico ma ciò non sembra preoccupare la politica, tanto che gli allevatori devono ancora ricevere gli indennizzi del 2013 e  parte del 2012 e del 2011 – accusa Paolo Mazzoni, presidente della Coldiretti Ascoli Fermo -. Coldiretti non è più disposta a sopportare una situazione del genere. E ricordiamoci che stiamo parlando di indennizzi e non di risarcimenti, ovvero di soldi che coprono una minima parte del danno”.

Nell’ultima bozza di delibera regionale non si danno certezze neppure sulla disponibilità degli stessi fondi, lasciando la disponibilità o meno delle risorse al pieno arbitrio della politica. L’indennizzo previsto attualmente dalla legge per una pecora uccisa da un lupo va da 50 a 110 euro, a seconda del peso dell’animale. A questa cifra, sottolinea Coldiretti, vanno però tolti i 30-40 euro necessari allo smaltimento della carcassa, che l’allevatore deve pagare di tasca propria. Soldi che deve tirare fuori subito, mentre per ricevere l’indennizzo dovrà attendere un periodo indefinito. La nuova delibera regionale dovrebbe rivedere gli importi al rialzo (paradossalmente già rivisti, ma al ribasso, nel 2012) ma specificando che gli indennizzi verranno pagati solo se ci saranno i fondi. Quindi, anche se dovesse essere riconosciuto un valore maggiore all’animale ucciso, l’allevatore potrebbe comunque non vedere un soldo.

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