ASCOLI PICENO  – Dopo una lunga attesa finalmente trova attuazione un passaggio cruciale del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio laddove si prevede l’istituzione della qualifica di “Collaboratore restauratore di beni culturali – tecnico del restauro” e la creazione di appositi elenchi presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo utili a dimostrare il possesso della qualifica ad ogni effetto di legge.

La notizia è particolarmente rilevante per gli studenti e i laureati del Corso in Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione e il Restauro, afferente alla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino con sede ad Ascoli Piceno,  perché si vedranno finalmente riconosciuti e certificati professionalità e competenze acquisite nel percorso di formazione e di lavoro sul territorio. Un segnale importantissimo che offre una prospettiva occupazionale nuova con il conseguimento dalla laurea triennale e che il Corso è pronto a cogliere attraverso il mix di competenze umanistiche e scientifiche avanzate che lo caratterizza. La prima tornata di richieste per la partecipazione al bando ministeriale è fissata per il 24 ottobre prossimo e l’inserimento dell’apposito modulo elettronico di richiesta da parte del MIBACT è previsto per il 24 settembre. Una occasione da non perdere per chi è già laureato e un incentivo in più per chi fosse interessato ad iscriversi al Corso ascolano, per intraprendere una meravigliosa avventura nel mondo del nostro straordinario Patrimonio Culturale.

 

“Dopo dieci anni” – ha dichiarato Achille Buonfigli, presidente del Consorzio Universitario Piceno – “un  appuntamento da non perdere per i laureati della nostra Scuola. Le procedure per l’acquisizione delle qualifiche di restauratore e di collaboratore restauratore non saranno ripetibili e si articoleranno in distinte fasi, al termine delle quali verranno formalizzati i provvedimenti di inserimento degli interessati nei rispettivi settori dell’elenco.

Questa novità ci conferma nella convinzione, già da tempo maturata, della necessità di attivare nel più breve tempo possibile il corso di laurea magistrale in Restauro dei Beni Culturali. Si completerebbe così il percorso formativo con un corso di laurea molto ambito perché altamente professionalizzante (almeno il 50% delle ore di insegnamento devono essere dedicate alle attività tecnico-didattiche di laboratorio e di cantiere, con insegnanti altamente qualificati e un rapporto non superiore ad 1 a 5 tra docenti e allievi), il cui titolo di laurea ha valore di esame di stato ed è direttamente abilitante alla qualifica di restauratore di beni culturali. Per il nostro sistema di formazione sarebbe una pietra miliare, per cui confidiamo che con la collaborazione dell’Università di Camerino questa legittima ambizione si possa presto concretizzare.”

 

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