Pubblichiamo due note stampa del Presidente della Provincia di Ascoli, Piero Celani

Il capo di Palazzo San Filippo replica a D’Erasmo (PD): “Default. Corte dei Conti. Autovelox. Conti in rosso. Queste alcune delle parole d’ordine di Paolo D’Erasmo, presidente della Provincia in pectore. Con piglio decisionista (Renzi docet) il candidato presidente indica il leit motiv della sua prossima, sia pur breve, presidenza. E il leit motiv vorrebbe Piero Celani e la sua giunta sul rogo. Ah! Che scherzi gioca la memoria corta. Eppure D’Erasmo, come altre volte ho avuto modo di dirgli, in questi ultimi cinque anni è stato seduto, come si suol dire, sui banchi del Consiglio provinciale. Consigliere d’opposizione ma sempre consigliere e come tale preposto dal voto popolare a controllare atti e documenti della maggioranza. Atti e documenti che sono sempre stati portati a conoscenza di tutti i consiglieri provinciali, D’Erasmo compreso, nonché della Corte dei Conti.

Perciò non tema. Non c’è alcun rischio di default. E la scelta vendere l’ex palazzo dei Vigili del Fuoco di Corso Mazzini è dovuta al piano di riequilibrio, già approvato dalla Corte dei Conti, per riparare i danni catastrofici prodotti da 15 anni di amministrazioni di centrosinistra e dalle modalità penalizzanti per Ascoli con cui è stata effettuata la divisione da Fermo. Forse D’Erasmo non ha ben compreso questo Piano di rientro. Se il problema è questo sarà mia premura fargliene avere una copia ed inviargli un consulente per le spiegazioni tecniche del caso.”

La replica a Giovanni Gaspari: ” Al coro dell’armata rossa in baldanzosa marcia verso palazzo San Filippo, mancava la voce di Giovanni Gaspari. Lacuna prontamente colmata con l’ennesimo intervento del sindaco di San Benedetto che, però, stranamente, sembra mettere quasi le mani avanti.

Celani – dice in sostanza Gaspari – lascia un cumulo di macerie e D’Erasmo, pur con tutta la buona volontà non potrà mettere riparo alla devastazione lasciata in eredità.

Intanto indica o detta?, la linea. Nuova classe dirigente “se necessario attingendo al di fuori del personale attualmente a disposizione”, revisione delle voci di bilancio, taglio della spesa improduttiva, azioni mirate e, tanto per indicare il nuovo corso, ecco che il sindaco rivierasco “suggerisce” un nome per riempire una delle, eventuali, caselle vuote e in particolare quella del vice presidente. Tutto, rigorosamente, targato PD perché il partito democratico sarà sì renziano ma non dimentica i vecchi insegnamenti togliattiani e quindi prima operazione: occupare tutte le caselle a disposizione.

Poi verrà il territorio. Sì, quel territorio che a loro dire avremmo distrutto e tra il fumo e le macerie eccoli che avanzano, pronti a sacrificarsi accollandosi “l’eredità di Celani che nessuno se la sente di sopportare” … meno loro, ovviamente.

Eppure il tanto vituperato Celani è riuscito a portare in porto una gestione quinquennale della Provincia che si trascinava dietro una eredità, quella sì, devastante. Un regaluccio dei precedenti presidenti e dei loro esecutivi, guarda caso, tutti targati PD e se lo avesse dimenticato sarà mia premura fargli avere il bilancio della provincia 2009.”

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