Il Premier Matteo Renzi porta avanti da tempo l’idea di abolire l’Art. 18 che rappresenta una tutela per i lavoratori.

L’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, nel diuritto del lavoro  italiano fa riferimento all’art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”, nota appunto come statuto dei lavoratori. Costituisce applicazione della cosiddetta tutela reale disciplinando in particolare il caso di licenziamento illegittimo  (ovvero effettuato senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio) di un lavoratore. I sindacati contrari effettuerranno lo sciopero come forma di protesta.

Comunicato dello sciopero dei trasporti previsto per il 18 ottobre:

“Le intenzioni manifestate dal Governo di riformare lo statuto dei lavoratori, specificatamente il pericolo di cassazione dell’art. 18 della Legge 300/70, ripropongono vecchie tendenze politiche attente a scaricare verso il basso i problemi del Paese.

La drammatica situazione lavorativa nazionale sembra doversi risolvere togliendo i pochi diritti rimasti nelle disponibilità dei lavoratori, ponendo questi in balia di un sistema imprenditoriale che fino ad oggi non ha certo brillato per capacità, pur ottenendo ottimi risultati economici personali visti gli stipendi, buonuscite e pensioni percepiti.

Anziché partire “dall’alto”, se non altro per dare un segnale di equità sociale, questo Governo sceglie di partire da chi ancora non c’è, con la promessa di creare nuova occupazione in una situazione economico sociale così grave da far perdere milioni di posti di lavoro anche a coloro che l’art. 18 avrebbe potuto tutelare.

D’altra parte nulla si fa per abrogare la legge 214 del 2011 cd. Legge Fornero, che ha interrotto il naturale processo di ricambio generazionale nel mondo del lavoro. Per liberare migliaia di posti di lavoro basterebbe concedere il sacrosanto diritto ad un anziano di andare in pensione, permettendo così ad un giovane di entrare nel mondo del lavoro, progettare il proprio futuro, senza il timore di essere licenziato da un momento all’altro.

Questo Paese ha bisogno di Leggi che contrastino la dilagante evasione fiscale, di iniziative pubbliche che facciano ripartire gli investimenti e non è certo con una condizione di precarietà lavorativa che si favoriscono certi processi.

Tutto ciò premesso, contro l’abolizione dell’art. 18 della legge 300/70 e a sostegno della richiesta di abolizione della legge 214/2011, la scrivente Organizzazione Sindacale dichiara una prima azione di sciopero dalle ore 9,01 alle ore 16,59 del 18 ottobre 2014 per i lavoratori dipendenti dalle Società indirizzo.”

 

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