CASTEL DI LAMA – “Non è possibile pensare che nel 2014 un Consorzio Universitario possa essere garantito solo con il finanziamento dei Comuni. Bisogna ragionare su un nuovo metodo”. Questa è la risposta del presidente dell’Unione dei Comuni della Vallata, Valerio Lucciarini, dopo  le dichiarazioni del presidente del Consorzio Universitario Piceno (Cup) Achille Bonfigli sulla volontà di impugnare la delibera dell’Unione dei Comuni davanti al Tar.

Il presidente, nella mattinata dell’8 ottobre, ha indetto una conferenza stampa, al Comune di Castel Di Lama, per spiegare le ragione che hanno portato alla fuoriuscita  dell’Unione dei Comuni dal Cup: “Comprendo il nervosismo singolare di Buonfigli, vista la sua presenza da anni, quasi dalla nascita, nel Cup. Il problema è che è mancato il rinnovamento, non si vede una trasformazione adeguata a quella che è la sfida attuale dell’Università”.

Lucciarini risponde anche alle accuse che Buonfigli gli ha rivolto personalmente a mezzo stampa: “Dire che io sono poco sensibile al discorso Università è dire una baggianata. Il Comune di Offida, dal 2004 al 2011 ha finanziato il Cup con 1 milione e 200 mila euro, senza ricevere in cambio alcun servizio. Lo ribadisco, non è più possibile che i Comuni sostengano da soli questo tipo di spesa, visto soprattutto la grave crisi economica”.

Entrando nel merito dei finanziamenti richiesti dal Cup, che corrisponderebbero, per l’Unione, a 40 mila euro, Lucciarini sottolinea l’importanza della somma, senza la quale si dovrebbero diminuire i servizi per i disabili e per gli anziani: “L’Unione non verserà la somma perché è indispensabile per continuare a offrire alla comunità servizi irrinunciabili, come l’aumento del servizio di vigilanza”.

Per il presidente dell’Unione, il futuro dell’Università del Piceno dipende dal confronto fondamentale che ci dovrà essere con la Regione “per una revisione strutturale dell’intero sistema”. Inoltre, se per Buonfigli la Fondazione Carisap (uscita dal Cup), sarebbe un soggetto privato e non deve rendere conto a nessuno, per Lucciarini il discorso è diverso, perché la Fondazione gestisce anche soldi a beneficio dell’intera collettività: “Noi siamo pronti a rivedere la nostra posizione magari con un segnale della Fondazione. Se decidessimo di fare questo sforzo economico sarebbe solo in presenza di un quadro chiaro della situazione. Il ruolo del Cup non è quello di fare conferenze contro amministratori del territorio, ma  mettere in condizioni la Regione di intervenire. È comunque paradossale che ci venga negata la legittimità di uscire dal Consorzio”.

Ultimo affondo di Lucciarini sugli stipendi d’oro, che Buonfigli definisce totalmente in regola:
“Per capirci, a fronte di un bilancio di 2 milioni euro all’anno il Cup ha nove dipendenti di cui uno di seconda fascia. L’Unione dei Comuni ha un bilancio simile, ma ha solo due dipendenti, di cui uno part time”.

“Buonfigli sul Pd stia tranquillo – conclude Lucciarini –  gestisca e faccia bene il presidente del Cup, cosa che non sta facendo. E la dimostrazione è la conferenza stampa di ieri in cui dimostra di non riuscire a cogliere l’obiettivo politico di sei collettività la dice lunga”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 293 volte, 1 oggi)