Pubblichiamo una nota stampa di Domenico Fanini, della Provincia di Ascoli

“Prendo spunto dalle sollecitazioni di alcuni colleghi della Provincia, a seguito dell’intervista sulla stampa locale all’uscente Presidente Celani, che già da domenica prossima potrà finalmente dedicarsi alla politica a tempo pieno, visto che nei 5 anni di mandato è stato costretto, come dice, a fare il ragioniere. Come al solito rifugge e scarica su altri le proprie responsabilità, visto che per rispettare impegni trasversali che lo hanno favorito nella tornata elettorale precedente, non ha voluto attivare lo strumento dell’autotutela, rimettendo così in discussione gli atti di una scellerata divisione della Provincia, i cui riverberi negativi sono oggi sotto gli occhi di tutti.

Ma al di là delle cose non fatte, come onestamente lui stesso riconosce, dalla mancata funzione politico programmatica e progettuale, a quella di raccordo con i sindaci del territorio, si è contraddistinto nella sua azione amministrativa con atti vessatori nei confronti dei cittadini del territorio (vedasi la costante ricerca di fare cassa prima con i tutor e poi anche con gli autovelox, in un realtà locale già massacrata dalla crisi socio-economica) apparendo tra l’altro come un Robin Hood alla rovescia, che toglie ai poveri per dare ai ricchi.

Non potrebbe definirsi diversamente un Presidente che ha tolto diritti ai dipendenti per gratificare di converso i Dirigenti dell’Ente, riconoscendo loro lauti compensi (nel 2010-2011-2012 circa 4 milioni e mezzo di euro) e quanti erano considerati amici o amici degli amici (vedi il tentativo, stoppato dalla sollevazione quasi generale di tanti altri dipendenti, di voler assegnare in estremis altre Posizioni Organizzative oltre le 26 esistenti). Lo stesso Presidente che ha deliberato negli ultimi giorni del suo mandato per concedere in comodato gratuito per 6 anni alla Confindustria di Ascoli l’immobile di Villa Tofani (Polo Scientifico e Tecnologico) acquistato con risorse pubbliche e con un mutuo di 350 mila euro. Tutto ciò come se l’innovazione e la tecnologia riguardassero solo l’Associazione delle industrie e non anche quelle degli artigiani , dei commercianti, ecc..

Confindustria, tra l’altro, il cui Presidente e anche socio della Restart.

Si intesta poi falsamente anche il merito di aver firmato un accordo con il sindacato, quale ultimo atto della sua gestione amministrativa per il ripristino dei buoni pasto e di altre indennità, maldestramente ed ingiustamente tolte ai dipendenti. Un accordo oltretutto non legittimato dal consenso al sindacato da parte dei dipendenti (24 favorevoli su 54 presenti all’assemblea, dei 350 circa in organico), tanto che un centinaio di essi hanno già provveduto a depositare presso il Tribunale di Ascoli un ricorso legale per recuperare il mal tolto.

Di fronte a tutto ciò ha anche l’ardire di considerare la sua gestione “buona amministrazione”. Auguri!!!”

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